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Angiologia

Presso il reparto di angiologia di Sandonato Medica, vengono studiate l'anatomia e le patologie che colpiscono i vasi sanguigni ed i vasi linfatici. Le visite sono tenute dal Prof. Domenico Tealdi, membro delle seguenti Società Scientifiche:

» Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare
» International Society for Endovascular Surgery
» European Society for Vascular Surgery
» International Union of Angiology

In particolare:

Prevenzione dell'Ictus:
L’ictus ischemico (mancanza di vascolarizzazione in un settore di cervello) rappresenta la prima causa di invalidità nei paesi industrializzati e colpisce entrambi i sessi di solito dopo la V decade di vita.I suoi effetti sono devastanti e a seconda della gravità può determinare la morte, la paralisi di un segmento corporeo e altri gravi menomazioni.
Nei due terzi dei casi la causa dell’ictus è rappresentata dalla stenosi (restringimento) della biforcazione carotidea determinata dalla presenza di una placca aterosclerotica. Il meccanismo è duplice: mediante embolizzazione di materiale trombotico o di pappa aterosclerotica proveniente dalla placca (placca vulnerabile) o per trombosi acuta (chiusura completa) della carotide interna.
L’ictus compare spesso in pieno benessere, ma può preannunciarsi con una serie di segni molto importanti (TIA o attacco ischemico transitorio) la cui corretta valutazione può evitare al paziente guai peggiori. Infine una stenosi carotidea anche importante può essere del tutto asintomatica e in questo caso un opportuno trattamento impedisce la progressione della malattia, e previene l’ictus.
La diagnosi, in presenza o meno di una sintomatologia neurologica, viene effettuata con ecocolordoppler , AngioRMN e AngioTAC dei tronchi sopraortici.
Accanto al trattamento conservativo che si avvale di farmaci antiaggreganti (aspirina e simili), abolizione del fumo e controllo dei fattori di rischio vascolare (diabete, ipertensione, obesità, ipercolesterolemia, sedentarietà) da più di mezzo secolo si è imposto il trattamento chirurgico. Questo consiste nell’asportazione della placca aterosclerotica delle biforcazione carotidea e alla sua ricostruzione diretta: tale intervento può essere eseguito in anestesia locale o generale, è rapido e, in mani esperte, sicuro, confortato da ottimi risultati anche a grande distanza di tempo.
La disostruzione o endoarteriectomia carotidea rappresenta il miglior trattamento possibile per tale patologia ad oggi come è stato provato da numerosi TRIALS internazionali (GOLD STANDARD).
In situazioni particolari, quando i pazienti sono compromessi da punto di vista generale o la lesione è di difficile aggressione chirurgica, il trattamento può essere eseguito per via endovascolare percutanea. Attraverso una puntura all’inguine si guida attraverso l’arteria femorale un catetere fino in prossimità della lesione carotidea sotto controllo Rx scopico e si rilascia uno stent metallico che comprime la placca contro la parete.
Anche questa metodica è sicura, poco invasiva e presenta buoni risultati, ma manca ancora di una sicura certificazione a distanza.

La scelta della tecnica rappresenta un momento molto importante e deve essere fatta da uno specialista in grado di offrire entrambe le tecniche dando la preferenza alla chirurgia e riservando il trattamento endovascolare a casi selezionati e in particolari situazioni.

Gli Aneurismi:
Gli aneurismi sono una dilatazione di una arteria la cui evoluzione è rappresentata dalla rottura, preceduta o meno da complicazioni o segni di fissurazione. Sono di solito asintomatici.
Tutte le arterie possono essere sede di aneurismi: le localizzazioni più frequenti sono l’aorta addominale e toracica, l’arteria poplitea, le arterie iliache.
La diagnosi di aneurisma, secondaria ad una visita specialistica, viene confermata da ecografia, Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) e Angiorisonanza Magnetica (A.R.M.N.).
Il trattamento è necessario quando l’aneurisma raggiunge un certo diametro o quando rivela agli esami la tendenza all’espansione e alla rottura. Gli aneurismi dell’aorta addominale (A.A.A.) sono i più frequenti e di natura aterosclerotica. Il loro trattamento viene eseguito con la tecnica open tradizionale consistente nell’apertura dell’addome in narcosi e sostituzione del tratto di arteria ammalato con un segmento di protesi in materiale sintetico. Il trattamento endovascolare non necessita di anestesia generale o di grandi incisioni addominali, ma attraverso una piccola incisione inguinale (o per via percutanea) viene introdotta una speciale endoprotesi che viene fissata al vaso escludendo l’aneurisma dal circolo.
E’ intuitivo che la tecnica endovascolare essendo poco invasiva, può essere affrontata anche da pazienti molto anziani e con patologie concomitanti anche rilevanti.
I risultati di entrambe le tecniche sono molto buoni e di estrema importanza è la scelta a quale delle due tecniche è più opportuno affidarsi nello specifico.
E’ pertanto di estrema importanza consultare uno specialista in Chirurgia Vascolare che conosca e sia in grado di applicare indifferentemente l’una o l’altra delle due tecniche senza alcun condizionamento esterno.
Gli aneurismi dell’Aorta Toracica (A.A.T.) sono meno frequenti di quelli dell’aorta addominale e come quelli sono subdoli perché decorrono in modo totalmente asintomatico.
I più frequenti sono quelli di natura aterosclerotica, o secondari ad una grave malattia della parete aortica denominata dissecazione.
Anche in questi casi l’angioTAC e l’angioRMN sono indispensabili per arrivare ad una diagnosi ed impostare la terapia.
L’avvento della tecnica endovascolare ha molto ridotto lo spazio alla chirurgia diretta per via toracotomica, che è gravata da un alto tasso di complicazioni e mortalità. Come per l’ A.A.A. si più agevolmente escludere dal circolo un A.A.T. facendo risalire dall’arteria femorale attraverso l’albero arterioso una idonea endoprotesi che impedisce l’evoluzione fatale dell’aneurisma verso la rottura.

Le Arteriopatie degli arti inferiori:
Le arteriopatie più frequenti sono di origine aterosclerotica (oltre il 90%), quindi diabetica ed infiammatoria. Esse sono caratterizzate da un restringimento (stenosi) o da un occlusione di una arteria per accumulo di materiale aterosclerotico o trombosi.
A seconda della sede ed estensione della lesione, della velocità con cui si è instaurata e dalla presenza o meno di un circolo collaterale efficiente la sintomatologia si presenta con quadri differenti.
Essa può determinare la comparsa di un dolore crampiforme (sede classica il polpaccio) che compare con lo sforzo e regredisce con il riposo (claudicatio), e in uno stadio più avanzato progredire con la comparsa di un dolore continuo, specialmente notturno o quando il paziente è sdraiato, costringendolo a vivere in poltrona.
Lo stadio terminale di tale malattia (IV° Stadio) è rappresentato dalla comparsa di ulcerazioni alle estremità o di gangrena in casi più gravi. Il trattamento di tale patologia comprende una visione generalista del
paziente, che deve essere studiato nel suo sistema circolatorio ed analizzato in ogni parametro biochimico. Le abitudini di vita, di alimentazione, di comportamento vanno valutate, consigliando l’abolizione del fumo, una dieta adeguata, la riabilitazione e l’impiego di farmaci che si sono rivelati necessari per correggere eventuali squilibri.
Il trattamento, in caso di fallimento della terapia conservativa e farmacologica, consiste nella chirurgia e nella metodica endovascolare.
Troppo lungo sarebbe presentare per ogni arteria il tipo di tecnica più indicata: basti ricordare che la chirurgia si avvale di interventi di asportazione diretta della placca responsabile della sintomatologia, o di by-pass, per superare il tratto chiuso.
Il trattamento endovascolare percutaneo, che è ovviamente meno invasivo, si avvale di palloncini per dilatare stenosi, frese per creare un canale in una placca e stent per mantenere la pervietà del vaso.
non necessita di anestesia generale o di grandi incisioni addominali, ma attraverso una piccola incisione inguinale (o per via percutanea) viene introdotta una speciale endoprotesi che viene fissata al vaso escludendo l’aneurisma dal circolo.
E’ intuitivo che la tecnica endovascolare essendo poco invasiva, può essere affrontata anche da pazienti molto anziani e con patologie concomitanti anche rilevanti.
I risultati di entrambe le tecniche sono molto buoni e di estrema importanza è la scelta a quale delle due tecniche è più opportuno affidarsi nello specifico.

Le varici degli arti inferiori (VENE VARICOSE):
Le varici rappresentano una patologia presente a tutte le latitudini, con frequenza maggiore nei paesi industrializzati o ricchi, nel sesso femminile, in particolare dopo il parto.

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