Le cifre indicano che non si sta parlando di un problema poco diffuso. In effetti, sono almeno 150 milioni gli uomini in tutto il mondo soffrono di disfunzione erettile. Attenzione, perché la cifra è destinata a raddoppiare entro il 2025. E non si sta parlando di maschi di una certa età: è stato stimato che da 25 a 35 milioni di uomini di età superiore ai 18 anni ne soffrano in Europa. La prevalenza della DE è superiore al 50% negli uomini di età compresa tra i 40 e i 70 anni.

Ma cos’è la disfunzione erettile? E’ l’incapacità persistente di conseguire o mantenere un’erezione del pene sufficiente per una prestazione sessuale soddisfacente. Certo che la DE, oltre a limitare i rapporti intimi, influisce negativamente sull’autostima di un uomo e mette a dura prova le sue relazioni più importanti. Dunque la DE oltre a presentarsi attraverso una manifestazione fisica, provoca danni a livello emotive, provocando anche depressione.  Già, ma quali sono le cause della DE? Robert Stubinski, Urologo della Sandonato Medica è a disposizione per chiarire ogni dubbio ai pazienti del Centro di via Bruxelles.

La disfunzione erettile può essere un segnale precoce di una patologia più grave, come il diabete di tipo 2 o la cardiopatia. Non a caso la DE precede la coronaropatia (CAD) in quasi il 70% dei casi. Sebbene la DE e il diabete siano due patologie differenti, metà degli uomini diabetici ha problemi sessuali provocati dalla DE. Anche gli uomini sono stati sottoposti a prostatectomia radicale o all’asportazione della ghiandola prostatica per trattare il cancro della prostata potrebbero anche essere affetti da DE a causa del danno al tessuto del pene.

Come si può diagnosticare la Disfunzione erettile? In genere, la diagnosi di DE viene formulata dopo aver posto al paziente delle domande specifiche relative ai sintomi, alla sua salute fisica e mentale, cercando di comprendere se esista una dipendenza da fumo e se ci sia consumo di alcol elevato. Di certo, lo stile di vita può influenzare notevolmente la comparsa di questo problema che, purtroppo, non è una rarità.

 

 

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