Signori, fate attenzione, perché il tumore alla prostata, in Italia è una tra le patologie oncologiche più diffuse negli uomini a partire dai 50 anni di età e, pur trovandosi al primo posto per incidenza, occupa il terzo posto come mortalità e quasi sempre in soggetti al di sopra dei 70 anni. Fortunatamente, il numero di decessi è in diminuzione, grazie alla maggiore diffusione del test di screening. Del resto, basta un prelievo del sangue e richiedere il dosaggio del PSA – antigene prostatico, specifico per avere un’anticipazione diagnostica della malattia. Se ne parla, ma non tutti sano che il PSA è una proteina prodotta dalle ghiandole della prostata e la sua concentrazione aumenta in caso di tumore, pressoché in totale assenza di sintomi. Tuttavia il PSA non è un parametro sufficientemente affidabile poiché molte delle persone con valori alterati di PSA non hanno un tumore alla prostata e, viceversa, molte persone con tumore alla prostata hanno livelli di PSA normali.

Ma quali sono i fattori di rischio da tenere in considerazione? Tra i fattori di rischio, in prima linea va ricordata l’età, la razza (la razza nera è maggiormente a rischio di sviluppare il tumore alla prostata per i più elevati valori di androgeni), la familiarità, i fattori ormonali e anche lo stile di vita, visto che il consumo sregolato di cibo e alcool, il comportamento sessuale, l’infiammazione cronica sono stati tutti correlati all’insorgenza e all’evoluzione della neoplasia.

Come evitare l’infiammazione cronica? E’ importante partire da una correzione alimentare per evitare, anzitutto, il sovrappeso e l’obesità. Il grasso, soprattutto quello addominale, è associato ad un aumentato rischio di molte malattie, comprese le forme tumorali. Un’alimentazione varia, bilanciata, che pone attenzione alle porzioni, alla qualità e alle frequenze degli alimenti, permette di mantenere un peso adeguato per l’altezza (indice di massa corporea o BMI compreso tra 18.5 e 25.

L’attività fisica regolare riduce leggermente il rischio di sviluppare il tumore alla prostata anche perché agisce sul mantenimento di un corretto peso corporeo. L’attività vigorosa può avere un effetto maggiore, in particolare sul rischio di cancro alla prostata avanzato.  La ricerca ha dimostrato che il regolare esercizio può essere uno dei migliori antiossidanti naturali. Come funzionano gli antiossidanti? Occorre sapere che i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento e quindi dei cosiddetti danni alle strutture delle cellule all’interno della prostata, possono essere combattuti con l’utilizzo degli antiossidanti, presenti in alcuni ortaggi come pomodori,  broccoli, cavoletti di Bruxelles, wasabi e rafano.  E’ consigliabile bere succo di melograno o tè verde.  Non solo antiossidanti, ma anche vitamine e minerali, presenti nella frutta e nelle verdure come nelle spezie,  possono agire sia contro la produzione di radicali liberi sia contro l’infiammazione. Ma attenzione alla preparazione! La cottura in generale può far perdere le sostanze nutritive delle verdure; le preparazioni al microonde e al vapore sono quelle consigliate per preservare il contenuto nutrizionale. In alternativa privilegiare verdure crude, ricordandosi di variare il più possibile nella scelta. Il pomodoro fa eccezione: per facilitare l’assorbimento del licopene è bene mangiare pomodori cotti.  Alcuni studi hanno evidenziato che mangiare cibi tradizionali di soia come il tofu possono ridurre il rischio di tumori al seno, alla prostata o all’endometrio. E’ consigliato il consumo di pesce (3 volte alla settimana come secondo piatto), semi e frutta secca.

Per mantenere, dunque, un’adeguata salute della prostata, riduciamo il consumo di grassi saturi, assumiamo quotidianamente frutta e verdura ed idratiamoci in maniera adeguata, riducendo i cibi ricchi di sale perché favoriscono la ritenzione idrica e la formazione di urine concentrate: in tal caso la carica batterica nelle urine diventa ancora più alta e aumenta il rischio di passaggio e infezione alla prostata.

Sono altresì da evitare i cibi irritanti quali cibi piccanti, molto salati e affumicati perché in grado di irritare ancora di più i tessuti già affetti da infiammazione.

L’attività sessuale praticata in modo costante e senza eccessi garantisce il benessere dell’uomo, migliorandone lo stato di salute e aiutandolo anche a prevenire il tumore alla prostata.

Le stime più recenti, elaborate su dati Istat, indicano che in Italia, nel 2017, quasi 7 milioni di pazienti di varie età hanno avuto una diagnosi di Ipertrofia Prostatica Benigna (o adenoma della prostata), una patologia non tumorale che comporta l’ingrossamento anomalo della prostata (fino a 2-3 volte le dimensioni ritenute normali), con una serie di disturbi correlati.

Quanto è grave questo problema? Anzitutto, l’Ipertrofia Prostatica Benigna, patologia che i numeri indicano come il disturbo urologico maschile più diffuso, colpisce l’80% degli italiani over 50, determinando l’aumento volumetrico della prostata, cioè la piccola ghiandola attraverso cui passa l’uretra, il condotto che dalla vescica porta l’urina verso l’esterno. Quando la prostata si ingrossa va a comprimere proprio l’uretra, ostacolando la fuoriuscita dell’urina. Il getto urinario si indebolisce progressivamente e le minzioni diventano sempre più frequenti. Inoltre, può succedere che la vescica non si svuoti mai completamente e il ristagno di urine può causare infezioni anche gravi con febbre alta.

Il problema non è da sottovalutare, visto che si tratta di una patologia progressiva: i suoi sintomi peggiorano negli anni e, se non adeguatamente trattata, essa può provocare un danno permanente alla vescica che può, in casi estremi, arrivare anche alla perdita della sua capacità di contrarsi e quindi di svuotarsi.

Quali sono i sintomi caratteristici della prostata? Se da una parte ci sono casi in cui si manifesta una difficoltà a svuotare la vescica, dall’altra, invece, il problema alla prostata crea difficoltà a trattenere le urine (andare spesso in bagno, accusare uno stimolo urgente).

I sintomi non sono necessariamente correlati con le dimensioni della ghiandola prostatica ma, soprattutto, non sono correlati con la gravità dell’ostruzione. Per questo, ogni uomo dai cinquant’anni circa dovrebbe fare controlli regolari alla prostata, utili sia per la diagnosi precoce del carcinoma, sia per la prevenzione delle complicanze dell’ipertrofia prostatica. Di certo, va ricordato che Ipertrofia Prostatica Benigna e carcinoma prostatico non sono correlati, ma le due condizioni possono coesistere; a volte, il carcinoma viene diagnosticato incidentalmente, proprio nel corso di indagini per la più comune e diffusa Ipertrofia Prostatica Benigna.  Ecco perché è importante sottoporsi a controlli da uno specialista in grado di valutare la gravità dei sintomi ed eventuali terapie.

 

 

Le cifre indicano che non si sta parlando di un problema poco diffuso. In effetti, sono almeno 150 milioni gli uomini in tutto il mondo soffrono di disfunzione erettile. Attenzione, perché la cifra è destinata a raddoppiare entro il 2025. E non si sta parlando di maschi di una certa età: è stato stimato che da 25 a 35 milioni di uomini di età superiore ai 18 anni ne soffrano in Europa. La prevalenza della DE è superiore al 50% negli uomini di età compresa tra i 40 e i 70 anni.

Ma cos’è la disfunzione erettile? E’ l’incapacità persistente di conseguire o mantenere un’erezione del pene sufficiente per una prestazione sessuale soddisfacente. Certo che la DE, oltre a limitare i rapporti intimi, influisce negativamente sull’autostima di un uomo e mette a dura prova le sue relazioni più importanti. Dunque la DE oltre a presentarsi attraverso una manifestazione fisica, provoca danni a livello emotive, provocando anche depressione.  Già, ma quali sono le cause della DE? Robert Stubinski, Urologo della Sandonato Medica è a disposizione per chiarire ogni dubbio ai pazienti del Centro di via Bruxelles.

La disfunzione erettile può essere un segnale precoce di una patologia più grave, come il diabete di tipo 2 o la cardiopatia. Non a caso la DE precede la coronaropatia (CAD) in quasi il 70% dei casi. Sebbene la DE e il diabete siano due patologie differenti, metà degli uomini diabetici ha problemi sessuali provocati dalla DE. Anche gli uomini sono stati sottoposti a prostatectomia radicale o all’asportazione della ghiandola prostatica per trattare il cancro della prostata potrebbero anche essere affetti da DE a causa del danno al tessuto del pene.

Come si può diagnosticare la Disfunzione erettile? In genere, la diagnosi di DE viene formulata dopo aver posto al paziente delle domande specifiche relative ai sintomi, alla sua salute fisica e mentale, cercando di comprendere se esista una dipendenza da fumo e se ci sia consumo di alcol elevato. Di certo, lo stile di vita può influenzare notevolmente la comparsa di questo problema che, purtroppo, non è una rarità.

 

 

Notizie dall’Osservatorio Influenza: la nuova stagione influenzale vedrà protagonisti virus più ‘insidiosi’. Sono in circolazione due nuove varianti dei virus, H3N2 – H1N1.L’H1N1 nella fascia d’età pediatrica e l’H3N2 nella popolazione anziana possono sviluppare forme influenzali particolarmente severe con un rischio maggiore di complicanze.

Gli altri virus in circolazione sono B/Colorado e A/Kansas che sono già noti dalle precedenti stagioni. “La stagione influenzale in termini di stime potrà colpire circa 6 milioni di persone – afferma il Professor Fabrizio Pregliasco, Virologo, Direttore scientifico di Osservatorio Influenza, Ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi – E’ importante prepararsi all’inverno proteggendosi con il vaccino anti-influenzale. Purtroppo ancora oggi è necessario fare informazione per educare la popolazione, soprattutto le categorie a rischio, a ricorrere alla vaccinazione. Le domande arrivate in questi anni al sito Osservatorio Influenza evidenziano ancora il bisogno di spiegare in cosa consiste il vaccino, perché è opportuno eseguirlo, come gestire persone che sono fragili già a causa di altre malattie”. L’informazione passa anche attraverso una corretta comprensione di cosa si intende per influenza e cosa per patologie parainfluenzali. Spesso l’efficacia della vaccinazione viene messa in discussione per una mancata conoscenza delle differenze tra i virus che sono protagonisti dell’influenza e che la vaccinazione contrasta, e i virus (ne esistono oltre 250) responsabili di forme simil-influenzali che hanno sintomatologie diverse e che spesso vedono protagoniste le alte vie respiratorie (tosse raffreddore e mal di gola).

Ma quando si parla di influenza? “L’influenza vera e propria – spiega il dott. Paolo Maccheroni della Sandonato Medica – si manifesta con febbre alta oltre i 38°, tosse, raffreddore con naso che cola, mal di gola e dolori muscolari e alle articolazioni. L’influenza, in genere se non ci sono complicanze, si protrae dai 5 ai 7 giorni. Anche la convalescenza o la ripresa dopo la fase acuta, richiede qualche giorno allontanando la ripresa delle normali attività quotidiane”.  Come agisce la vaccinazione? “La vaccinazione influenzale agisce da difesa e da barriera alla diffusione del virus. Raggiungere le coperture indicate dal Ministero della Salute significa impattare sull’abbattimento del rischio di complicanze, che possono portare nei casi più gravi al decesso, e sulla salute della popolazione in generale”. Per ogni necessità, per avere informazioni specifiche sulla vaccinazione e sull’influenza e su come prepararsi al meglio alla prossima stagione influenzale. Il dottor Maccheroni riceve su appuntamento presso il Centro Polispecialistico Sandonato Medica.

Per info e prenotazioni chiamare lo 02/55602161 o mandare una mail a info@sandonatomedica.it per fissare un appuntamento per l’inoculazione dei vaccini.

Le variazioni ormonali legate alla menopausa portano ad un aumento della suscettibilità della donna verso patologie cardiovascolari, osteoporosi, iperglicemia, ipertensione, tumore alla mammella, ma anche ad un cambiamento della forma del corpo e spesso ad un aumento del peso corporeo.

L’abbassamento degli estrogeni, infatti, porta ad un aumento dell’accumulo di grasso addominale (a volte fino ad un’obesità androide) accentuato dal fatto che questo nuovo assetto ormonale porta la donna a mangiare un po’ di più e a muoversi meno. Ecco perché, come spiega la dott.ssa Federica Almondo della Sandonato Medica “è importante, in menopausa, intraprendere la “terapia alimentare” perché per ottenere una diminuzione del rischio per patologie metaboliche, cardiovascolari e osteoporosi è fondamentale mantenere un peso corporeo adeguato. Nell’alimentazione non devono mancare calcio e vitamina D, nutrimento dell’osso.

Il primo presente in latte e derivati e in acque minerali ricche di calcio e povere di sodio; uova, fegato e pesce sono invece ottime fonti di vitamina D. Attenzione, perché uno degli errori che la donna fa spesso è quello di esagerare coi latticini per cercare di assicurarsi una buona dose di calcio, ottenendo in cambio un eccesso di grassi saturi e di calorie e conseguente aumento di peso e del colesterolo plasmatico. Basterebbe uno yogurt e un po’ di parmigiano per assicurarsi un quantitativo di calcio sufficiente. Per la vitamina D il discorso cambia, infatti circa il 75% della popolazione mondiale ha una carenza di vitamina D, percentuale che aumenta in modo preoccupante in menopausa. Per questo, attraverso gli esami del sangue si può capire se sia necessaria una supplementazione per arrivare ad un apporto adeguato di vitamina D.

E’ bene, inoltre, al fine di prevenire l’intolleranza glucidica, aumentare il consumo di carboidrati integrali a basso indice glicemico e di sperimentare anche l’utilizzo di fonti di carboidrati alternative come il grano saraceno, la quinoa e l’amaranto. Dolci e farine raffinate andrebbero limitate al massimo. Un giusto apporto proteico è poi fondamentale per prevenire la sarcopenia (perdita eccessiva di massa muscolare) che porta in vecchiaia ad un aumento non solo delle cadute (e conseguenti fratture), ma anche di infezioni, malattie neurodegenerative e demenza senile.

E’ consigliato in questo caso quindi, assumere proteine nei tre pasti principali privilegiando pesce e legumi e limitando la carne a tre volte a settimana (di cui una di carne rossa). Ricordiamoci che la frutta secca e molti semi sono un’ottima fonte proteica. Anche in questo caso se l’apporto non fosse sufficiente si può consigliare ad un’integrazione di proteine in polvere del latte o vegane.

Limitare grassi animali è importantissimo, mentre il consumo di olio di oliva e di grassi buoni come gli omega 3 sono indispensabili per le loro proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Faccio notare che, a parte in qualche zona,  il consumo di pesce in Italia è assolutamente insufficiente, per questo, spesso, l’utilizzo di integratori di omega 3 (solo di qualità) è altamente suggerito.Per ultimo, ma non per importanza ricordiamo gli alimenti antiossidanti come i frutti rossi, le arance rosse di Sicilia, l’uva, il the verde e il cioccolato fondente (almeno al 70%).

I cibi contenenti ormoni naturali come la soia, meriterebbero una trattazione a parte. Mi limito a dire che Il loro consumo dovrebbe essere equilibrato e di provenienza sicura. Ricordiamo, infine, che una dieta ricca di vegetali (frutta e verdura) di stagione e che predilige cereali integrali può ridurre di molto i sintomi da carenza estrogenica”. Queste sono indicazioni di massima, ma le terapie alimentari si devono adeguare alle necessità di ogni donna, una diversa dall’altra, con sensibilità ed esigenze differenti, soprattutto in menopausa, condizione che si manifesta in modo soggettivo.

La dott.ssa Federica Almondo, Nutrizionista, Specialista in Scienze dell’Alimentazione, avvalendosi di servizi specialisti all’avanguardia, si pone, come obiettivo, la ricerca di una soluzione efficace anche ai problemi più complessi legati all’alimentazione con un approccio a 360° che affronta tutti gli aspetti. Per informazioni e prenotazioni telefonare a Sandonato Medica 02/55602161, o scrivere a info@sandonatomedica.it.

 

La menopausa prima o poi arriva: è una fase fisiologica della vita di qualsiasi donna e, in quanto tale, non va di certo vissuta con ansia o considerata una malattia. Certo, i disagi non sono di certo pochi, ma l’importante è essere pronte e anche attrezzate per affrontare le varie problematiche che insorgono, senza perdere tempo e senza lasciarci sopraffare.

“Adesso devo pensare a me stessa”, questa è la frase che molte donne, raggiunta una certa maturità che in genere corrisponde proprio con l’arrivo della menopausa, si ripetono, consce del fatto che ormai, con l’aumento della vita media, debbano compiere un cammino comunque lungo. L’importante è sapersi ascoltare e, riconoscendo i segnali, intervenire senza perdere tempo. Ma quali sono i disturbi più frequenti che si manifestano nelle donne in menopausa?

Prendendo in considerazione quelli intimi, ad esempio, al primo posto abbiamo la “dispareunia” da secchezza vaginale, ovvero la comparsa di dolore nel rapporto sessuale. La scomparsa degli estrogeni in menopausa provocano questa condizione di riduzione dello spessore della mucosa vulvo vaginale e anche la diminuzione della vascolarizzazione che a sua volta porta a perdita di elasticità.  In queste condizioni, è davvero difficile avere una vita sessuale soddisfacente. Il problema si può affrontare attraverso cure farmacologiche, ma oggi, grazie all’innovazione, presso la Sandonato Medica viene premiata la soluzione meno invasiva e senza effetti collaterali.

Saranno i ginecologi, il dott. Fabrizio Zanotti e la dott.ssa Paola Filardo a suggerire il percorso più adatto alle pazienti, mettendo a disposizione, tra gli altri, anche il trattamento laser, una metodica di ultima generazione, altamente tecnologica. Come spiega Zanotti, “Il sistema laser CO2 frazionato irradia gli strati più profondi della parete vaginale e stimolando la produzione del collagene, va ad agire sull’assottigliamento delle mucose. L’effetto rigenerazione è garantito perché la vascolarizzazione viene ripristinata. Senza trascurare il fatto che il trattamento coinvolge anche il basso tratto urinario, quindi l’uretra e la vescica, con un significativo miglioramento dei sintomi dell’invecchiamento urogenitale”.

Sicuramente, il trattamento laser MonnaLisa Touch™è indicato per la cura dei disturbi legati alla menopausa come l’incontinenza urinaria di grado lieve, delle cistiti, delle vaginiti e alla sessualità femminile in generale. “L’alterazione del ph vaginale può essere causa di cistiti e vaginiti: i batteri, infatti, possono risalire attraverso l’uretra e colonizzare la vescica”.

Il trattamento, non doloroso e con effetti benefici immediati e duraturi, è molto apprezzato dalle pazienti che dimostrano notevoli miglioramenti delle loro condizioni, sia per quanto riguarda l’incontinenza da sforzo, sia per quella da iperattività vescicale, oltre che una significativa riduzione del numero di minzioni e del numero di episodi di urgenza da infiammazione. Inoltre, poiché il trattamento non presenta controindicazioni, Monnalisa Touch™, rappresenta la soluzione ideale per quelle donne che non possono sottoporsi a terapie ormonali. 

La menopausa è un periodo della vita di una donna caratterizzato da molti cambiamenti. Viene chiama infatti Big Change proprio perché può risultare un passaggio difficile e critico per alcune donne impreparate ad affrontare questa nuova fase della vita, che compare tra i 45 e i 55 anni.

La sintomatologia fisiologica che accompagna questo periodo, quindi vampate di calore, cambiamenti fisici, perdita di memoria non sono mai piacevoli e spesso hanno una ripercussione a livello psicologico.  Si possono riscontrare stati ansiogeni, depressivi, irritabilità, diminuzione del desiderio sessuale. Siete pronti per affrontare e anche ad accettare questi cambiamenti? Il messaggio che viene veicolato a livello sociale rispetto al periodo della menopausa ha spesso una connotazione negativa. Ma perché?

La dott.ssa Rossana Joo, psicologa, specializzata in Neuropsicologia della Sandonato Medica spiega che “il cambiamento in generale è da considerare positivo in quanto porta novità ad un trantran sempre uguale e rutinario. Cerchiamo di cambiare punto di vista e non consideriamo un evento come avverso, solo perché va ad intaccare la nostra “comfort zone”. E’ vero, i cambiamenti comportano sempre una certa instabilità perché ci affacciamo verso un qualcosa che ci è completamente sconosciuto e che quindi fa paura proprio perché ignoto.

Come diceva William James, “Per tutti i cambiamenti importanti dobbiamo intraprendere un salto nel buio”. Il famoso salto nel vuoto è quello di lanciarsi con entusiasmo nella nuova situazione, accettando anche ciò che ci può anche non piacere, ma solo per pregiudizio. Quindi importante è informarsi e conoscere, con l’aiuto di specialisti, per abbassare o annullare il nostro stato di ansia nei confronti della menopausa.

Il passo definitivo è quello che ci permette di ristrutturare positivamente il cambiamento. In che modo? Ogni sintomo deve essere guardato con uno sguardo rivolto al futuro e al miglioramento. Per esempio, come affrontare l’aumento di peso? Si coglie l’occasione per dedicare del tempo a noi stesse, alla propria identità femminile, coltivando interessi sopiti o inesplorati. In pratica, questo periodo di transizione può rappresentare un’occasione di crescita a livello personale, soprattutto se la donna usa questa fase come spartiacque tra il suo passato e il tempo a venire, facendo un bilancio della propria vita”.

E che dire della consapevolezza?
“La definirei “Nuova consapevolezza” visto che, quando sopraggiunge la menopausa, la donna ha acquisito capacità, saggezza e femminilità. Molto spesso queste sfumature vengono dimenticate o passano in secondo piano, facendo risaltare le negatività di questo tipo di cambiamento fisiologico, ma anche psicologico”.

Qualora la sintomatologia, a livello psicologico risultasse critica, la dott.ssa Joo, è a disposizione per un consulto. “Anche dedicare del tempo per un colloquio con uno specialista, significa alimentare la propria autostima e prendersi cura, finalmente, di se stesse.

Per info e prenotazioni: Sandonato Medica tel 02/ 55602161, o scrivere a info@sandonatomedica.it

Siete arrivati al giro di boa? Nulla di male, perché ora avete il pretesto per prendervi cura di voi stesse, del vostro corpo che, inevitabilmente cambia. A partire dalla pelle del viso che diventa più secca, a volte ruvida e screpolata. Senza parlare delle rughe che cominciano a diventare più evidenti: quelle attorno agli occhi, le nasolabiali, le frontali e anche le glabellari, ovvero quei segni di espressione che compaiono alla radice del naso diventando veri e propri solchi.

Del resto, il processo di invecchiamento è fisiologico e inesorabile: andando avanti con l’età, non solo le cellule della pelle diventano più vulnerabili, ma il nuovo assetto estroprogestinico che caratterizza la menopausa comporta secchezza dell’epidermide, diminuzione e indebolimento del collagene e dell’acido ialuronico.

Quest’ultimo è uno dei componenti fondamentali dei tessuti connettivi dell’uomo e degli altri vertebrati e conferisce alla pelle proprietà di idratazione e mantenimento della forma. Tirando le somme, il risultato dei cambiamenti della menopausa è una pelle meno elastica, più secca, meno luminosa e poco compatta. Senza dimenticare che, con l’avanzare dell’età il cuscinetto adiposo che sorregge la guancia si svuota, modificando l’ovale del viso, decisamente più cadente. Nulla di male, visto che, oggi anche in menopausa si può avere una pelle meravigliosamente invidiabile.

Come? Lo spiega il dott. Federico Villani che, chirurgo plastico della Sandonato Medica, lavora con il resto dell’equipe della chirurgia estetica, Adriano Di Matteo, Andrea Di Leo, Fabio Da Rin, avvalendosi di strumentazione di ultima generazione, restituendo il buonumore alle sue pazienti di mezza età. “Con il Laser CO2 si può intervenire ringiovanendo la pelle. Infatti, è oggi uno dei “gold standard” per migliorare la texture della pelle, donandole nuova luminosità e compattezza, ed attenuando le macchie cutanee, tipiche dell’invecchiamento,” Quando si parla di rinnovamento cutaneo, si può intervenire quindi col laser sulla qualità della superficie, ma anche agendo a livello del derma.

“Il filler di acido ialuronico rappresenta oggi un modo mini-invasivo e tecnologicamente avanzato di ripristinare trofismo ed idratazione della pelle, con l’obiettivo della massima naturalezza. Non più volti “tirati” e artificiali, ma una armoniosa freschezza come dopo una vacanza. Anche grazie all’evoluzione dei materiali (filler biodinamici, mono- e bi-fasici) e delle tecniche (punti bio-estetici, anatomia dei compartimenti profondi della parte centrale del volto), con maggiore sicurezza nella prevenzione delle complicanze.” Tecnologie innovative come gli ultrasuoni focalizzati permettono invece di lavorare più profondamente, inducendo una biostimolazione paragonabile ad un “lifting non chirurgico”.

E’ la terapista Debora Saglimbene, invece, ad utiizzare il trattamento medicale LPG viso, un metodo all’avanguardia per contrastare i segni del passare del tempo in modo naturale e non invasivo. Con azione anti-aging, L’LPG rallenta l’invecchiamento, riattivando la produzione di collagene naturale e di acido ialuronico, ridisegnando così l’ovale e levigando le rughe. Il trattamento è in grado, inoltre, di rendere il tessuto molto più elastico e tutto questo in modo naturale perché viene alimentato dall’aria,  favorendo un massaggio piacevole e molto profondo sul tessuto trattato.

Per informazioni e prenotazioni telefonare a Sandonato Medica 02/55602161, o scrivere a info@sandonatomedica.it.

 

 

Non è mai troppo presto per cercare di spiegare, come afferma il dott. Paolo Maccheroni, pediatra della Sandonato Medica, che “il vaccino è la miglior prevenzione che si possa scegliere”.

Ecco perché, nonostante ancora il freddo non sia arrivato e il sole ci stia regalando scampoli di giornate quasi estive, parlare di influenza e di vaccino contro l’influenza non sia fuori luogo. Ancora una volta, prevenire è meglio che curare. Ma che tipo di influenza ci aspetta il prossimo inverno? Gli esperti preannunciano una stagione pesante caratterizzata da virus aggressivi.

Ancora nessuno si è esposto prevedendo l’andamento dei contagi, ma, di certo, come ogni anno, sarebbe il caso di premunirsi e attrezzarsi. E’ importante che i cittadini si vaccinino, meglio se non oltre la fine di ottobre. Non è per fare allarmismi, ma dopo il primo decesso infantile avvenuto in California, causato da complicazioni della malattia stagionale, forse è il caso di stare in allerta. “Si parla di influenza quando si manifestano innalzamenti improvvisi della temperatura, oltre i 38°, dolori muscolari e articolari, sintomi respiratori come tosse, naso che cola, mal di gola”.

Nulla di apocalittico, per carità, stiamo parlando di mali di stagione, ma dobbiamo prendere in considerazione i rischi che possono correre le categorie più a rischio e più fragili, come i più piccoli, gli anziani over 65 e i malati cronici, soprattutto in caso di epidemia. “Il vaccino contro l’influenza – prosegue Maccheroni – si può fare a partire da sei mesi in su ed è consigliato anche per le donne incinte e per quelle persone che sono sempre a stretto contatto con i neonati, proprio per non rischiare il contagio. Comunque, a prescindere dall’età, è davvero molto, ma molto consigliato a tutti coloro che presentano una patologia che li rende vulnerabili”. Ogni anno, ci troviamo ad affrontare forme influenzali differenti dovute al fatto che il virus responsabile è mutevole e l’infezione non colpisce tutti nella medesima forma.

Non dimentichiamo che, soprattutto tra la popolazione anziana, sono avvenuti numerosi decessi proprio a causa dell’influenza. Il vaccino antinfluenzale stagionale, con copertura annuale è, dunque, il modo migliore per tutelare la propria salute, ma anche quella dell’intera comunità. Il periodo ottimale per sottoporsi al vaccino antinfluenzale nel periodo autunnale, parte da metà ottobre e si chiude a fine dicembre. Affrontiamo, dunque, l’inverno con responsabilità. Presso la Sandonato Medica, basta chiamare lo 02/55602161 o mandare una mail a info@sandonatomedica.it e fissare un appuntamento per l’inoculazione dei vaccini.