Quella che, fino a qualche anno fa, era un eterno – e doloroso – appuntamento mensile con l’estetista, può diventare oggi una seduta in uno studio medico attrezzato con le tecnologie più all’avanguardia: confortevole, limitata nel tempo ed efficace a lungo termine.

L’epilazione progressiva indica infatti un trattamento volto a eliminare ed assottigliare progressivamente una considerevole parte dei peli in modo permanente.
Differisce in tal senso dalle pratiche depilatorie, che eliminano il pelo nella sola parte esterna alla superficie della pelle.

La procedura è sicura e consente di eliminare la maggior parte dei peli: grazie a lunghezze d’onda specifiche per la melanina, il laser colpisce il pelo più della pelle circostante, danneggiando le strutture limitrofe che lo generano e lo accolgono.

Il laser, infatti, colpisce anche i peli non ancora spuntati in superficie e i peli incarniti. Lo scopo è quello di provocare un progressivo assottigliamento e diradamento dei peli, rallentandone anche fortemente la ricrescita da subito.

Questo tipo di trattamento è particolarmente consigliato a chi è stanco di ricorrere ripetutamente a cerette, rasoi e altri vari metodi di depilazione dolorosi e frequenti.

L’epilazione laser è indicata soprattutto per le persone affette da patologie legate al bulbo pilifero quali follicoliti e cisti infiammate, che possono aggravarsi proprio depilando la zona ripetutamente.

Sono necessarie diverse sedute, pianificate insieme al medico ogni 4-8 settimane: ogni trattamento ha infatti bisogno del tempo di pausa necessario affinché il follicolo si trovi nella giusta fase del suo ciclo di crescita per essere opportunamente danneggiato dal laser.

L’epilazione laser in studio medico deve essere eseguita da un medico altamente qualificato.

Presso Sandonato Medica il Dr. Federico Villani riceve su appuntamento per fornire una consulenza personalizzata e proporre il trattamento più idoneo sulla base delle esigenze del paziente.
Per prenotazioni mandare una mail a info@sandonatomedica.it o telefonare allo 02/55602161.

#specialeepilazione

Siamo un po’ tutti alla ricerca della cosiddetta normalità. Specialmente ora, dopo aver trascorso un periodo di chiusura forzata tra le mura di casa.

Perché la pandemia di Coronavirus ha impattato fortemente sugli equilibri dei singoli individui che, anche a distanza di mesi, seppur dopo le vacanze, stanno ancora pagando dazio. Il Covid-19, nemico silenzioso, per molti è stato un vero trauma, generatore di un’esplosione di sindromi ansiose-depressive che andrebbero gestite.

COS’E’ CAPITATO ALLA NOSTRE PSICHE

L’aver perso la libertà, anche se solo per un periodo, la difficoltà della gestione dei figli più piccoli, ma anche di anziani e di disabili, senza tralasciare le perdite economiche di chi ha perso il lavoro o è stato costretto a sospenderlo, hanno provocato la manifestazione di sintomi fisici come cefalee, disturbi digestivi, dimagrimento, ma anche attacchi di bulimia, depressione, mutamento del ritmo sonno-veglia, giusto per citarne alcuni.

Siamo stati costretti ad un cambiamento, senza ritrovare più la nostra quotidianità e la nostra zona comfort. Il riadattamento non è di certo semplice e senza negare le emozioni che in questo periodo emergono, sarebbe utile chiedere un supporto psicologico.

 

E COME HA REAGITO LA MENTE DI CHI SI E’ AMMALATO?

Pensiamo alle persone più fragili come i bambini, gli anziani e i soggetti che sono rimasti soli, chi ha perso i propri cari, ma anche chi si è ammalato e poi è guarito; per le persone che appartengono a questa ultima categoria, sono state riscontrate ripercussioni psichiatriche causate sia dalla risposta immunitaria al virus stesso, sia da fattori di stress psicologico come l’isolamento sociale, la preoccupazione di infettare gli altri e lo stigma.

Sono davvero tante le persone che stanno manifestando ansia, attacchi di panico, nervosismo e malumore e non è di certo semplice metabolizzare ciò che è successo.

 

NON ASPETTIAMO DI TOCCARE IL FONDO: CHIEDIAMO UN AIUTO.

E non dimentichiamo nemmeno l’aumento delle coppie in crisi e delle separazioni dopo il lockdown, perché la convivenza forzata ha fatto esplodere molti rapporti. La dott.ssa Monica Fiorilli, la dott.ssa Rossana Joo e la dott.ssa Francesca Velluzzi, responsabili del dipartimento di Psicologia e Psicoterapia di Sandonato Medica, sono a disposizione per consulenze al fine di sostenere e aiutare ad affrontare le diverse problematiche causate dal forte carico di stress emotivo al quale tutti siamo stati costretti.

Per prenotazioni:  info@sandonatomedica.it

 

 

E anche quest’anno, la vacanza al mare si profila come un’occasione preziosa per riposare e riprendere quelle energie che abbiamo speso durante un anno insolito, davvero faticoso e stressante, anche dal punto di vista psicologico.

E quando si è in spiaggia, nel totale relax, l’ora di pranzo arriva sempre troppo presto e, spesso, non si ha davvero voglia di staccarsi dalla tanto amata stuoia.

L’idea del pranzo in spiaggia è sempre molto affascinante per tutta la famiglia, come se fosse un evento, purché consumato all’ombra e, soprattutto, senza dimenticare della vostra salute.

Proprio per questo, meglio evitiamo panini e snack al bar e prediligendo piatti preparati a casa, piacevoli e gustosi, poco grassi, freschi e che possano davvero ristorarci dal punto di vista nutrizionale.

 

IL TRIONFO DELLE INSALATE

Qualche idea da inserire nella borsa frigo? Via libera alle insalate, tanto gustose, ricche di sali minerali e idratanti.

Ad esempio, avete mai assaggiato zucchine alla julienne con farro e feta? La ricetta ideale per un pranzo leggero, gustoso, perfetto: il farro, grazie alla sua ricchezza di fibre, tiene sotto controllo la glicemia, senza trascurare i benefici che apporta, ad esempio, al cuore.

Provate anche il cavolo crudo con noci e provolone a cubetti, un’insalata fresca che potrà farvi gustare un prodotto invernale dal potere medicinale.

Sicuramente, non avrete mai preso in considerazione l’importanza delle patate anche d’estate. Provatele, abbinandole a pomodori e a tonno: un piatto semplice da preparare, che piace sempre a tutti e, soprattutto, ottimo sia freddo, sia a temperatura ambiente.

Interessante l’insalata mista con prosciutto crudo e anche pezzetti di mela. Ma come, un’insalata con la frutta? Ebbene sì, un piatto sicuramente di tendenza. Come è ormai di moda anche l’avocado che, abbinato a uova sode e lime con crackers, fornisce dal punto di vista nutrizionale, fibre, potassio, magnesio e altri sali minerali importanti come lo zinco, oltre all’elevato contenuto di vitamine.

Al di là della solita insalata di riso e della pasta fredda, pietanze che possiamo arricchire a piacere, pensiamo ad alternative più originali e più golose. Avete mai assaggiato la frittata di pasta?  Provate a prepararla con pasta integrale, un uovo a persona, pomodorini freschi e basilico: forno microonde e via.

Non dimentichiamoci nemmeno dei legumi: insalata di ceci, cetrioli e olive renderà onore alla dieta mediterranea e alla vostra salute.

 

LA LEGGEREZZA E L’IDRATAZIONE

Cibi leggeri, dunque, ma equilibrati; di certo è importante idratarsi e bere molta acqua, oppure concedersi molta frutta, anche sotto forma di centrifugati: di certo, da evitare, le bevande zuccherine e cariche di caffeina che aumentano la sete.

Buon appetito a tutti, dunque, con piatti leggeri, gustosi, nutrienti e soprattutto semplici da preparare, da conservare e anche da consumare.

 

CONSIGLI DALLA SPECIALISTA PER IL PRANZO IN SPIAGGIA

  1. Fare una colazione abbondante in modo da poter consumare un pranzo leggero in spiaggia.
  2. Aumentare il consumo di frutta e verdura, yogurt e kefir. Quest’ultimo alimento “nutre” molto bene il nostro microbiota intestinale che, col caldo intenso, potrebbe alterarsi lievemente e provocare fastidiosi disturbi.
  3. Diminuire il consumo di cibi grassi e piatti elaborati pesanti da digerire. Privilegiare il consumo di pesce, leggero e ricco di grassi buoni.
  4. Il gelato è molto piacevole nella calura estiva, ma per non esagerare con le calorie, ogni tanto possiamo sostituirlo al pranzo. Meglio scegliere gelati artigianali alle creme che contengono anche una parte proteica, a differenza dei sorbetti ricchi solo di zuccheri.
  5. Bere almeno 2,5 litri di acqua al giorno. Attenzione ad anziani e bambini che sono molto soggetti a facile disidratazione. Gli anziani in particolare, in quanto, spesso, non sentono lo stimolo della sete.
  6. Attenzione a mantenere il cibo sempre al fresco, per evitare pericolose contaminazioni batteriche.

 

La dott.ssa Roberta Zelaschi riceve su appuntamento presso Sandonato Medica per elaborare piani alimentari ad hoc, in funzione delle necessità del paziente.

Per prenotazioni mandare una mail a info@sandonatomedica.it o telefonare allo 02/55602161.

FINALMENTE AL MARE

In barba a quanti profetizzavano che ce ne saremmo stati tutti a casa, qualcuno ha la fortuna, invece, di raggiungere il mare per godersi delle meritate vacanze in compagnia dei propri bambini, reduci da un anno scolastico inusuale, ma pur sempre stancante.

E quel mare che in fase di lockdown, molti sognavano, sta diventando realtà. Perché “il mare fa bene ai bambini”: così come dicono tutti i nonni.

Diciamo pure che la vacanza in riviera è molto democratica e fa bene un po’ a tutti, senza differenza di età, sia dal punto di vista della salute fisica, ma anche mentale, purché vissuta con le dovute precauzioni.

IL PEDIATRA CONSIGLIA

È il dottor Paolo Maccheroni, pediatra di Sandonato Medica che, negli anni, è diventato il punto di riferimento di tutte le mamme della zona, ad offrire dei suggerimenti importanti da tenere in considerazione durante il periodo di gestione dei bambini, più o meno piccoli, presso le località balneari.

ATTENZIONE ALLA PELLE DEI BAMBINI

“Il sole fa male e non bisogna esagerare con i bambini – afferma il dott. Maccheroni. In spiaggia si deve andare di mattina presto, dopo aver cosparso la pelle del bambino di crema solare, meglio se con schermo totale, ripetendo l’applicazione più volte durante il giorno, specialmente dopo il bagnetto. Un’attenzione particolare va prestata a chi è in terapia con creme cortisoniche, sia per risolvere problemi dermatologici, ma anche semplicemente per lenire il fastidio dopo punture d’insetto: poiché il sole non è compatibile con il cortisone, bisogna coprire l’area interessata”.

BENEFICI DELL’ACQUA SALATA, PURCHE’ NON TROPPO FREDDA

Attenzione alla temperatura dell’acqua, perché, nel caso fosse fredda, quello che si chiama bagnetto, potrebbe essere fastidioso per il bambino, soprattutto se piccino. “Ci sono alcune zone in cui l’acqua del mare non è di temperatura piacevole: consiglio, dunque, di acquistare un canottino e riempirlo di acqua che pian piano, con il trascorrere delle ore, si scalda grazie al sole.

Lì dentro il bambino può bagnarsi e godere anche dei benefici dell’acqua di mare senza traumi per via della bassa temperatura”. Sì, perché l’acqua salata fa davvero bene a tutti. “L’acqua di mare fa bene a tutti, anche agli atopici”. Uno studio, in particolare, evidenzia come l’acqua del mare raccolta in profondità abbia un effetto benefico sulla pelle prevenendo la dermatite atopica e alleviando disturbi come edema, eritema, secchezza e prurito.

 

LA GESTIONE DELLA VITA AL MARE

“Quando il bimbo è fuori dall’acqua, facciamo attenzione a proteggere la loro testa con un cappellino; va bene anche senza visiera, purché la testina sia protetta”.

Le spiagge si prestano per lunghe camminate. È molto indicato portare i bambini a camminare sulla spiaggia, ovviamente nelle prime ore del mattino quando la sabbia non scotta e quando il sole è meno dannoso. È fondamentale, in generale, che i genitori si adattino alle esigenze dei figli e non viceversa”.

Sono molte le famiglie che decidono spesso di pranzare in spiaggia. “I bambini hanno bisogno delle loro comodità, dei loro spazi e dei loro tempi: soprattutto se piccoli, devono tornare a casa a pranzare e concedersi anche del riposo pomeridiano”.

E per i più grandicelli? “I giovani vivono notti brave, dormono fino oltre mezzogiorno e quando i raggi del sole diventano più aggressivi e pericolosi, si espongono, spalmandosi la pelle di prodotti privi di protezione, come ad esempio quelli alla birra”.

Nulla di più malsano. “E’ un grave errore esporsi al sole senza uno schermo protettivo”.

Il dott. Paolo Maccheroni è a disposizione presso il Centro medico di via Bruxelles per effettuare visite mediche specialistiche per patologie e controlli della crescita, oltre che per la somministrazione di vaccinazioni.

Per prenotazioni chiamare lo 02/55602161 o mandare una mail a info@sandonatomedica.it

L’errore, che molti fanno, è quello di ritenere la crema solare come unico strumento per favorire una abbronzatura corretta. Niente di più sbagliato. La natura, come spesso accade, ci viene incontro offrendoci una serie di alimenti utile per ottenere una pelle abbronzata, di un colore intenso e, soprattutto, uniforme. La parola magica da imparare è betacarotene, precursore della vitamina A, che, stimolando la formazione di melanina (pigmento naturale che è il responsabile della colorazione della nostra cute), è il nutriente principe per raggiungere questo scopo. La domanda è: in quali cibi è facile ritrovarlo? La risposta è lunga.

GLI ALIMENTI RICCHI DI BETACAROTENE: SPAZIO AI VEGETALI

Melone, carota, zucca, albicocca, arance, kaki, patate dolci sono dei naturali fornitori di questo nutriente. Il betacarotene che è presente anche in pomodori, anguria, peperoni rossi (che sono anche antinfiammatori), ideali, insomma, per una tavola estiva.

Se preferite le verdure a foglia verde, invece, la scelta dovrebbe andare a lattuga, broccoli (per il selenio, fondamentale per combattere l’invecchiamento della vostra pelle), verza, spinaci, cicoria, rucola.

Entrando nello specifico, se volete andare sul sicuro, bisogna fare il pieno di carote che sono l’alimento per antonomasia in tema di abbronzatura visto che contengono ben 1200 microgrammi di vitamina A ogni 100 grammi di prodotto. Meglio ancora se cotte o mangiate con pochissimo olio.

Lo sapevate che anche il radicchio è un notevole fornitore di betacarotene? Pensate che, da solo, offre quasi la metà di vitamina A e betacarotene contenuti nelle carote.

La frutta gialla, come pesche, meloni (contiene un sesto di betacarotene, rispetto alle carote) e, soprattutto, albicocche (sono al primo posto di una ipotetica classifica), come detto, abbonda di betacarotene e visto che in estate si tende a mangiare qualcosa di fresco, una bella macedonia con questi alimenti è una fonte importante per facilitare la vostra abbronzatura.

Tra i frutti rossi, invece, se siete golosi di ciliegie, sappiate che sono quelli che contengono la quantità più elevata di betacarotene rispetto, ad esempio, a lamponi e fragole (comunque, utili).

Anche il sedano ha la sua importanza in una tavola adibita per abbronzarsi più facilmente, magari centrifugandolo.

Nella vostra dieta, comunque, a prescindere, occorre abbondare con alimenti ricchi di acqua (fondamentale per l’idratazione della cute), sali minerali e vitamine, ogni giorno dell’anno, ma in particolare in estate!

A questo punto buona spesa, buon appetito e soprattutto buona abbronzatura!

C’è chi, durante le vacanze estive, si riposa mettendosi in panciolle; chi, invece, approfitta del tempo libero all’aria aperta per rimettersi in forma e svolgere attività fisica che, invece, durante l’anno lavorativo, per mancanza di tempo e, a volte, per pigrizia, trascura.

Di certo, a prescindere dal tipo di sforzo e dalla relativa intensità, è bene evitare di svolgere attività motoria nelle ore più calde, quando, tra l’altro, il cuore viene sottoposto a un lavoro straordinario.

A prescindere dal programma sportivo, dunque, attenzione a praticare attività fisica in modo dosato, ricordandosi di effettuare un minimo di riscaldamento pre-attività e di stretching statico, post attività.

 

LA TAVOLETTA PROPRIOCETTIVA: RIABILITATIVA E PREVENTIVA.

Conoscete e avete mai utilizzato la tavoletta propriocettiva? Si tratta di uno strumento utile per educare o rieducare i cosiddetti recettori meccanici del piede e prepararsi, così, ad ogni tipo di attività fisica e prevenire infortuni, come, ad esempio, una distorsione alla caviglia o alle ginocchia, traumi frequenti, ad esempio, quando si cammina in montagna, ma anche sulla sabbia del mare.

Non a caso, questa tavoletta è consigliata sia in ambito riabilitativo in caso di traumi, ma anche preventivo.

Ma che tipo di esercizi si possono svolgere con la tavoletta?

Gli esercizi con la tavoletta propriocettiva, pur semplici, richiedono un corretto uso della forza finalizzato al mantenimento dell’equilibrio.

Come spiega Ingrid Patuzzo, laureata in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate: “Partiamo, ad esempio, eseguendo movimenti come la semplice contrazione isometrica, mantenendo sempre l’equilibrio sulla tavoletta, ma anche affondi di vario tipo e squat. L’ideale sarebbe provare ad utilizzare, inizialmente, due piedi per conquistare una certa padronanza e poi tentare con un piede alla volta”.

Attraverso alcuni video informativi e dimostrativi che pubblicheremo nelle prossime settimane sui nostri canali social, la Patuzzo e l’intero staff di fisioterapista di Sandonato Medica, con Alessandro Borsa, Daniele Piazza e Bianca Maria Lenci, insegnano ad eseguire alcuni movimenti importanti per gestire il nostro equilibrio, offrendo anche dei consigli importanti per attivare in modo adeguato il nostro corpo per prevenire dolori, traumi ed infortuni.

Meglio prevenire che curare, soprattutto in tempo di vacanza.

 

ESERCIZI DI EQUILIBRIO A CARICO NATURALE.

Di certo, anche senza tavoletta, si possono eseguire esercizi importanti e utili utilizzando solo il nostro corpo.  Ad esempio, proviamo a restare in equilibrio su un piede, con una benda sopra gli occhi, ma anche senza, e mantenere la posizione per un determinato tempo. Lo stesso esercizio può essere eseguito facendo dei piccoli saltelli sul posto, inserendo magari anche un piccolo ostacolo da oltrepassare come un bastone.

 

L’IMPORTANZA DELLO STRETCHING

“L’attività di stretching – come afferma la fisioterapista di Sandonato Medica, Bianca Maria Lenci – andrebbe effettuata prima dello sforzo e, almeno un’ora dopo dal termine dell’attività fisica. Perché lo stretching abbia un effetto più duraturo e per scongiurare il rischio di uno stiramento o di una predisposizione a questo tipo di trauma, è importante che venga praticato a freddo, quando, inoltre la nostra soglia del dolore non è alterata dal rilascio delle endorfine che l’attività fisica provoca. Le fibre, dopo essere state stressate, devono riposare e poi venire sottoposte a stretching”. Sia chiaro, esistono diverse teorie a svariati studi rispetto allo stretching e anche sui tempi di riposo tra un’attività e l’altra.” Di certo, conclude la terapista Ingrid Patuzzo, se non si pratica attività fisica a livello professionale, è importante fare stretching tutti i giorni per mantenere elastiche le fibre muscolari“. Cerchiamo di prevenire gli infortuni: il prezzo, per una semplice partita di Beach Volley, sarebbe troppo caro.

 

L’IMPORTANZA DELL’IDRATAZIONE

Tra i fattori predisponenti di diversi infortuni c’è la disidratazione. “È facile disidratarsi per il caldo, ma anche perché in vacanza si cambiano le abitudini: siamo lontani, ormai, dalla scrivania sulla quale durante l’anno lavorativo poggia la famosa bottiglietta d’acqua. Soprattutto gli anziani, che non sentono il sintomo della sete e che spesso hanno patologie associate, si devono ricordare di bere, chiedendo magari, aiuto anche al proprio medico per eventuali integrazioni di sali minerali. Ebbene, quando si pratica attività fisica, occorre bere molto perché altrimenti ci si espone a strappi, a tendiniti e a patologie muscolo-tendinee”.

 

QUANTO E QUALE SFORZO FARE?

E che dire dell’intensità dello sforzo? “Regola fondamentale: non esagerare e rispettare le reali capacità del nostro corpo. E mi raccomando, tra una performance e l’altra, lasciare il corpo a riposo almeno un giorno per dagli la possibilità al collagene dei tessuti di rigenerarsi”.

 

Per ricevere una consulenza fisioterapica o per impostare un piano riabilitativo puoi scriverci all’indirizzo info@sandonatomedica.it  o chiamare lo 02/55602161

LA REMISE EN FORME

Sembra un leitmotiv, o meglio ancora un lightmotiv, visto che, come d’abitudine, durante i mesi che precedono le vacanze estive, cerchiamo di rimetterci in forma seguendo diete più o meno improvvisate. Quest’anno abbiamo anche avuto l’esperienza del lockdown e i più lungimiranti, hanno iniziato, subito dopo, a farsi indurre in tentazione da diete alla moda o faidate. Peccato che, non appena si sbarca sui lidi o si plana sulle vette delle zone montane dove trascorrere le tanto desiderate vacanze, si inizia a sgarrare vanificando tutti i sacrifici.

LE TENTAZIONI ESTIVE, QUELLE GASTRONOMICHE

Come si fa a resistere alla quotidiana colazione cappuccio e brioche, o a quel godurioso bombolone che ormai non solo i romagnoli sanno proporre; e che dire delle piadine, dei panini con quei salumi e il formaggio d’altura, senza dimenticare il gelato o l’affogato, o una bibita fresca, dolce e gasata nell’ora della merenda.

Attenzione, perché di questo passo, oltre a rimettere la tanto odiosa pancetta, si potrebbe incorrere nel rischio diabete. Perché la glicemia non va di certo in vacanza e anche in ferie è consigliabile rispettare uno stile alimentare corretto.

ATTENZIONE AL DIABETE

A dispetto di quei tanti piani alimentari complessi, restrittivi, o addirittura fantasiosi sarebbe meglio concentrarsi su una dieta equilibrata, come quella Mediterranea. Una dieta, dunque, che non ci lasci affamati, che non ci costringa a rinunciare ai nostri cibi preferiti, che non rischi di farci mancare nutrienti essenziali, ma che ci dia ciò di cui abbiamo bisogno per stare bene. E che ci preservi dal diabete. Una recente ricerca pubblicata sulla rivista Nutrients suggerisce che una dieta mediterranea tradizionale, già nota per le sue proprietà benefiche per la salute, può ridurre il rischio di una serie di malattie tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiache e persino alcuni tumori.

Attenzione dunque, agli happy hour, alle cene in compagnia, alle spaghettate di mezzanotte e alla brioche fuori dalla discoteca alle 5 di mattina.

SOLUZIONI STRATEGICHE E GUSTOSE

Ad esempio, iniziamo a sostituire i gelati con della macedonia di frutta fresca con le fragole, ricche di antiossidanti, irrorate di succo di limone, ma anche con mele con una punta di cannella. E che dire della frutta secca oleosa che non andrebbe mai dimenticata, a partire dalla colazione: altro che brioche.

Sempre secondo la ricerca, ad esempio, scegliere le mandorle come snack può avere benefici per il cuore e persino per il girovita. In particolare, uno studio ha rivelato che uno spuntino quotidiano di mandorle anziché uno spuntino ricco di carboidrati con pari calorie, nell’ambito di una dieta per abbassare il colesterolo, ha contribuito a ridurre il grasso addominale e ha migliorato significativamente i livelli di colesterolo. Le mandorle sono davvero un concentrato di sostanze nutritive, con proteine vegetali, grassi sani e fibre.

I carboidrati, che vengono troppo spesso demonizzati, rappresentano in realtà la base della dieta mediterranea. E sappiate che non si trovano solo in pasta, riso, patate, cereali e pane, ma anche nei legumi, nei cereali come l’orzo, nella frutta e nella verdura. E così anche nei cereali integrali. La chiave è scegliere i giusti tipi di carboidrati e attenersi a porzioni di dimensioni ragionevoli: solo così si può ridurre il rischio di diabete, di malattie cardiache, ictus e persino alcuni tumori.

E i grassi? Non demonizziamoli perché sono i componenti strutturali delle nostre membrane cellulari e sono anche una fonte di energia. Anche qui puntiamo sulla qualità e quindi magari, evitiamo patatine e cioccolato e preferiamo mangiare pesce come il salmone e lo sgombro, ricchi di omega 3.

E i dolci, imputati principali del diabete? Dolci e snack non devono essere all’ordine del giorno; optiamo, piuttosto, per la dolcezza naturale della frutta. Un suggerimento? Per mangiare un dolce dal sapore d’estate, pensate ad una macedonia, o allo yogurt greco magro condito con frutti di bosco.

PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI

Vale sempre il ritornello, “A ciascuno il suo”; perché è importante che ognuno di noi si nutra per soddisfare sicuramente i propri gusti, ma anche il proprio metabolismo.

La dott.ssa Roberta Zelaschi, presso Sandonato Medica, è a disposizione per elaborare regimi alimentari commisurati alle caratteristiche fisiologiche e patologiche del paziente. Un’alimentazione sana ed equilibrata e fondamentale per preservare le condizioni di salute, ma ancor più in presenza di patologie, dove una dieta specifica e personalizzata diventa una necessità.

Per info:  info@sandonatomedica.it o telefonare allo 02/55602161.

BENTORNATA ESTATE!

Finalmente è arrivata la bella stagione e, dopo una lunga attesa, anche la possibilità di stare all’aria aperta, godendo anche del sole, del suo calore e della sua luce. Perché l’esposizione al sole è di vitale importanza per assicurarsi il buonumore, ma anche per stimolare la produzione di Vitamina D, fondamentale per l’assorbimento del calcio nelle ossa e anche per conquistare un colorito più piacevole sia in viso, sia sul corpo.

 

IL SOLE: UN FATTORE DI RISCHIO

È importante saper dosare l’esposizione al sole perché, al di là di tutti i benefici, non ci si può dimenticare che i raggi UV hanno anche effetti nocivi sulla pelle e possono causare danni a lungo, ma anche a breve termine.

I raggi UVB, oltre a stimolare la produzione di melanina, quindi l’abbronzatura, sono i diretti responsabili anche delle scottature e quindi degli eritemi solari, mentre gli UVA, pur non provocando reazioni dolorose, sono più insidiosi perché penetrano in profondità nella pelle, accelerandone l’invecchiamento.

Come evitare, dunque, la formazione di rughe, la perdita di tono e di elasticità, o cercare di non incorrere in disturbi pigmentari come macchie e melasmi, ma anche scongiurare la formazione di tumori della pelle?

Col sole non si scherza: le radiazioni UVB e UVA possono inoltre causare alterazioni del nucleo cellulare, danneggiandone il DNA. Se questi danni invisibili si ripetono, a lungo termine possono indurre lo sviluppo di neoplasie.

 

IL DERMATOLOGO CONSIGLIA

Certo, non siamo tutti uguali e, soprattutto chi ha particolari problemi di pelle e chi ha nei da tenere monitorati, dovrebbe cautelarsi e rivolgersi ad un dermatologo prima di partire per le vacanze. L’esposizione eccessiva al sole e pertanto ai raggi UVA e UVB, dunque, è il principale fattore di rischio del foto-invecchiamento precoce e causa dei tumori epiteliali, in particolare del melanoma cutaneo che colpisce soprattutto intorno ai 35-50 anni. E facciamo attenzione, perché se l’età media alla diagnosi si è abbassata, l’incidenza è in crescita ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni.

Lo specialista deve poter essere nelle condizioni di effettuare la diagnosi precoce del melanoma che può essere fatta sì dal medico, ma anche dallo stesso soggetto, attraverso un periodico auto-esame della pelle per verificare l’eventuale cambiamento di nevi presenti o di recente formazione.

Attenzione poi ai tatuaggi, da non fare in aree pigmentate della pelle, perché ostacolano il monitoraggio dei nei. Senza dimenticare che anche l’utilizzo delle lampade solari, sotto i 35 anni di età, aumenta in maniera significativa il rischio di melanoma.

 

LE REGOLE FONDAMENTALI

Non spaventiamoci, basta esporsi al sole rispettando alcune regole

  • Prima di tutto, evitare di stare al sole durante le ore più calde della giornata (dalle 12 alle 15) e garantirsi adeguata protezione sia con un cappello, degli occhiali da sole e anche con una crema dal fattore di protezione adeguato al proprio fototipo.
  • Siate generosi, perché occorre applicare la crema prima di esporsi al sole, occorre ripetere l’operazione più volte durante la giornata, specialmente dopo aver sudato e fatto il bagno.
  • Nei primi giorni di esposizione si consiglia a tutti, anche alle persone con carnagione più scura, l’utilizzo di creme con massima protezione(50+). Poi esporsi in maniera graduale.
  • Di certo, soprattutto se avete una pelle particolarmente sensibile, evitate di esporvi al sole con il viso truccato, con creme di bellezza e con profumi.
  • Se in terapia con antibiotici, antinfiammatori e tranquillanti, sarebbe meglio evitare i raggi del sole per non rischiare la formazione di bolle o la generazione di fastidi e di reazioni allergiche.
  • E per i bambini, che è sempre meglio stiano all’ombra, massima fotoprotezione, utilizzare indumenti chiari, larghi, cappello e occhiali da sole contro i raggi UV.

Il passare del tempo lascia sulla nostra pelle il segno, nel senso vero della parola: si tratta di un processo fisiologico che non si può di certo invertire ma, grazie alle nuove tecnologie, si può rallentare.

Grazie alla tecnologia LPG endermologie® oggi, infatti, si può migliorare l’aspetto del viso, del collo, del contorno occhi e anche del doppio mento, ma anche perfezionare la silhouette, distoccando gli accumuli di adipe che tanto rovinano l’armonia di una figura femminile, e non solo. Le terapiste Debora Saglimbene e Ingrid Patuzzo del Centro Sandonato Medica lavorano con l’apparecchio medicale dell’LPG, dedicandosi alla bellezza dei pazienti, nel rispetto del loro aspetto naturale, con naturalezza, intervenendo attraverso trattamenti mirati.

A partire da quello anti età, in grado, già da dopo 3 sedute, di rendere visibile la compattezza della pelle grazie ad un effetto di riempimento delle rughe e rughette, senza che venga compromessa l’espressione naturale del viso.

Come?

Il trattamento LPG stimola e riattiva la produzione di collagene e di acido ialuronico; in questo modo, il derma riacquista volume, le rughe d’espressione risultano levigate, offrendo un effetto “pelle nuova”, immediato e duraturo. Oltre ad uniformare l’incarnato, LPG aiuta a drenare le tossine. Pensate alle zampe di galline che attorno agli occhi appesantiscono lo sguardo: l’effetto distensivo dell’LPG è miracoloso e soprendente, così come l’effetto attorno alle mucose della bocca, rimpolpando le labbra.

Trattamento senza effetti collaterali

Indolore e senza rischi, LPG endermologie® agisce in superficie: la pelle viene esfoliata delicatamente, i tessuti sono ossigenati e la micro-circolazione è riattivata per uniformare l’incarnato.

Come spiega Debora Saglimbene, “Per un trattamento estetico bastano 10 sedute della durata dai 15 ai 40 minuti ciascuna, a seconda delle necessità, almeno una a settimana”. LPG può essere utilizzato anche per il corpo. “L’azione di LPG endermologie® elimina gli accumuli adiposi localizzati, anche quelli resistenti e “affezionati”, distoccando e levigando la cellulite”. Optando per il programma Total Body, bastano 10/12 sedute con una frequenza di 2 a settimana, di 30/40 minuti ciascuna (localizzato express, 15/20 minuti).

E non è tutto, visto che LPG, grazie alla sua capacità di distendere i muscoli e combattere lo stress, può rigenerare il corpo e farvi trovare il benessere. Il trattamento è peraltro consigliato alle donne in gravidanza: migliorando l’elasticità della pelle e, favorendo il microcircolo, rappresenta un valido aiuto per scongiurare la formazione di smagliature, senza trascurarne l’importanza a livello degli arti inferiori, appesantiti da gonfiori a causa di un’insufficienza veno-linfatica.

Dopo il parto, con LPG si può intervenire sull’eventuale cicatrice del cesareo, per ridurre il rilassamento cutaneo e per definire la silhouette. LPG endermologie® è utilizzato in campo estetico, ma anche in ambito terapeutico, come nel caso di fibrosicicatrici post-chirurgiche, ma anche ustioni e linfedema.

Anche gli sportivi ne potrebbero giovare per sciogliere contratture muscolari, rigidità articolari e per superare l’affaticamento muscolare. Per prenotare una prova gratuita basta mandare una mail a info@sandonatomedica.it o telefonare allo 02/55602161.

L’Italia sta uscendo da un incubo durato diversi mesi e iniziamo a porci anche nuove domande, anche in tema di salute. Abbiamo parlato molto del Coronavirus, ma è giusto ora iniziare a pensare anche ad altri aspetti che magari erano passati in secondo piano.

Sta arrivando l’estate e, tra i problemi legati alla pelle, meritano una certa attenzione i nei e tutte le piccole lesioni arrossate, rilevate, verrucose ecc. che non vanno trascurate e nemmeno sottovalutate.

Proprio per questo, è importante la visita di un dermatologo che potrà valutare i livelli di rischio legati al colore generale della pelle, ma anche analizzare con microscopio ad epiluminescenza tutti i nei e le altre lesioni degne di attenzione.

Il monitoraggio periodico e la mappatura dei nei consentono infatti di effettuare una diagnosi precoce per tutte le patologie che riguardano l’epidermide, in particolare melanoma e tumori cutanei, nonché di individuare la comparsa di nuovi nei o lesioni, o il cambiamento di quelli già presenti.

Nel caso in cui il dermatologo ci indichi quindi un dubbio o una lesione sospetta, sarà poi compito del chirurgo plastico provvedere all’asportazione.

 

Come fare?

Lo chiediamo al dott. Federico Villani, che, insieme al dott. Adriano Di Matteo, al dott. Andrea Di Leo e al dott. Fabio Da Rin, costituisce l’equipe dei chirurghi plastici della Sandonato Medica, a San Donato Milanese.

“Molto spesso è il dermatologo a fornire indicazioni sulle modalità di asportazione dei nei, in relazione ai dubbi da dirimere. Abbiamo 3 principali modalità: l’asportazione completa, tradizionale, col bisturi, che prevede la rimozione non solo del neo, ma di tutta la pelle che lo circonda; l’incisione, cioè la rimozione di una parte della lesione, che si effettua molto raramente, solo se la lesione è di grandi dimensioni; infine, lo shaving, che si può fare in caso di nei in rilievo, asportando col bisturi la parte che emerge”

Le procedure di asportazione sono dolorose?
“Viene sempre fatta l’anestesia locale, per cui si sente soltanto una micropuntura con l’ago più sottile possibile e la delicata iniezione dell’anestetico che rende insensibile tutta la zona. Il tutto dura pochi secondi, poi non si sente più nulla per tutta la durata del breve intervento. Anche i ragazzini molto giovani a volte si sottopongono a queste procedure, senza problemi”

 

Ma non si può usare il laser per non sentire dolore ed evitare che rimangano segni?
“L’asportazione dei nei facendo uso del laser deve essere molto limitata. Anzitutto è bene rispettare le regole della chirurgia oncologica, cioè asportare col bisturi quello che serve per avere un corretto esame istologico. Solo per i nei in rilievo o sui fibromi penduli o sulle verruche rilevate ad esempio, di cui si suppone la assoluta benignità, il dermatologo ci indica la possibilità dello shaving ed eventuale esame istologico, come dicevamo, seguìto dalla vaporizzazione laser della “radice”.

In questi casi comunque si fa l’anestesia locale esattamente come per le asportazioni tradizionali, con le stesse sensazioni per il paziente. Il laser lascia poco o pochissimo segno sulla pelle, ma è bene ricordare che questo dipende soprattutto dalla tendenza individuale del paziente a una più o meno buona cicatrizzazione e dalla cura che il paziente deve avere nel curare la ferita e proteggerla nei mesi successivi dal sole”

Si possono togliere i nei d’estate?
“In generale, avvicinandoci alla stagione soleggiata, dobbiamo cercare di rimandare all’autunno tutto ciò che non è urgente. Se però abbiamo indicazione dermatologica o comunque qualche dubbio sulla benignità o meno, bisogna procedere tempestivamente. Inoltre, i piccoli fibromi cutanei che danno fastidio a livello di collo, ascelle o piccoli nevi dermici in rilievo sul tronco che possono traumatizzarsi, rompersi e sanguinare, possono meritare un’asportazione prima dell’estate. Anche le verruche dovrebbero essere trattate rapidamente, perché possono infettare la pelle circostante o altre persone”

Quindi, riassumendo, che tecnica consiglia? Bisturi o laser? Escissione o shaving?
“Dipende da che cosa è indicato dal dermatologo, dalla struttura del neo o della lesione (rilevato/piatto), dai rischi oncologici e dagli aspetti estetici. Un nevo piano, ad esempio, se ritenuto pericoloso dal dermatologo, andrà comunque asportato in modo tradizionale, col bisturi, rimuovendo la pelle circostante. Naturalmente il chirurgo plastico adotta accorgimenti particolari, come seguire le linee naturali di tensione della pelle, impiegare suture intradermiche a scomparsa, minimizzare le “orecchie di cane” alle estremità della cicatrice, fornire i suggerimenti giusti per il post-intervento. Lo shaving invece è l’ideale per escrescenze benigne, perché consente di rendere minimi gli esiti cicatriziali, non comporta un’interruzione della pelle, non comporta punti di sutura, ma una guarigione spontanea, soprattutto rapida e poco visibile se si impiega il laser”

Quali laser sono impiegati in questi casi?
“Parliamo sostanzialmente di laser ad anidride carbonica, CO2. Ne esistono diversi, ma i più avanzati, come quello in dotazione alla Sandonato medica, consentono una definizione ultraprecisa di ogni parametro. Per la stessa asportazione di solito utilizzo diversi tipi di luce, diverse potenze e forme di impulso, con diversi effetti sui tessuti, per ottimizzare gli esiti a breve e lungo termine. Anche asportare un piccolo fibroma, un piccolo gesto chirurgico, non è e non deve essere banale. Quando si lavora con i laser gli obiettivi estetici sono altissimi, non lasciare segni o quasi. Naturalmente il paziente deve impegnarsi ad osservare tutte le precauzioni perché la guarigione sia perfetta”

In questo particolare momento si opera comunque in sicurezza?
“Sandonato Medica è in linea con le disposizioni di sicurezza più aggiornate e con le linee guida delle Società Scientifiche di cui noi chirurghi plastici facciamo parte, anzitutto la SICPRE, che ci ha fornito dall’inizio indicazioni precise, supporto scientifico e formazione specifica per affrontare questa fase critica”

Consigli per quest’estate?
“Ci troviamo tutti in un momento particolare. Importante, anzitutto, osservare le disposizioni che ci arrivano dalle Autorità sanitarie, seguire l’andamento della pandemia in corso, comportarsi responsabilmente, perché da ognuno di noi dipende il futuro di tutti. Non so fino a che punto ci esporremo al sole in questa situazione, ma dovesse accadere deve essere considerata una adeguata protezione, nell’ottica della prevenzione dei tumori della pelle, del fotoinvecchiamento e dell’ottimizzazione delle cicatrici di recenti interventi, come l’asportazione di un neo”

 

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