Durante tutto l’arco della vita, in ogni momento della nostra giornata veniamo a contatto con microbi, come i virus e i batteri, questi ultimi con la capacità di moltiplicarsi sia all’interno sia al di fuori delle nostre cellule. Il nostro sistema immunitario mette in atto, così, strategie di attacco e armi diverse per fronteggiare ogni tipo di patogeno che potrebbe compromettere la nostra salute.

L’IMMUNOLOGIA A SERVIZIO DEL PAZIENTE

L’immunologia è la branca della biologia che si occupa del sistema immunitario, studiando gli aspetti delle difese dell’ospite contro infezioni e le avverse conseguenze delle risposte immunitarie: analizza le funzioni fisiologiche del sistema immunitario e dei suoi componenti durante una malattia, in condizioni di salute, ma anche quando il suo funzionamento non è corretto, come nel caso delle malattie autoimmuni.

Quando l’adozione di uno stile di vita corretto non risulta sufficiente a modulare l’attività del sistema immunitario, è probabile che vi siano in corso patologie o disturbi che coinvolgono il sistema di difesa, come ad esempio malattie autoimmuni. Le immunodeficienze sono spesso associate a diabete e a infezioni.

 

DIFESE IMMUNITARIE E COVID-19

Specialmente in questo periodo di emergenza sanitaria, avere un sistema immunitario efficiente è fondamentale per difenderci dalle malattie e dalle infezioni, come il Covid-19. Proprio rispetto a questo tema urgente, il Ministero della Salute ha dedicato sul suo sito una specifica pagina per smentire i falsi miti legati al Covid-19.

Non è ad esempio scientificamente provato che mangiare tante proteine aumenti l’efficacia del sistema immunitario.

Anche rispetto ai fermenti lattici occorre fare un distinguo: per rinforzare le difese contro le infezioni, favorire l’assorbimento di importanti principi nutritivi come sali minerali e vitamine e nel caso si sia colpiti da stitichezza, diarrea, squilibri della flora batterica è vero che è importante assumere fermenti lattici.

Ma attenzione, perché solo i fermenti lattici “vivi” sono quelli in grado di apportare benefici alla flora intestinale. Quando i batteri restano vivi anche durante il passaggio attraverso l’apparato digerente, colonizzano la mucosa intestinale, facendola diventare più resistente.

 

In periodo Covid sono stati proprio i batteri del microbiota intestinale a prendersi cura del nostro sistema immunitario, proteggendoci dai patogeni e tamponando le crisi immunodepressive che l’infezione virale ha provocato.

La flora intestinale non rappresenta più un mondo sconosciuto: si è compreso come certe patologie insorgessero a causa di alterazioni dell’eubiosi, a favore della disbiosi: quando i “commensali”, ovvero i batteri buoni, lasciano il posto ai patogeni, si originano le malattie o disturbi funzionali non spiegati con le comuni tecniche diagnostiche. Fondamentale è conoscere la qualità di ceppi di batteri: studiando i singoli microrganismi si possono individuare le relative caratteristiche e studiarne gli effetti. Ad esempio, quando un paziente si prepara alla colonscopia, sottoponendosi alla preparazione intestinale che provoca una diarrea acquosa necessaria all’esame, la flora intestinale si azzera, si eliminano tossine, ma si riduce anche la presenza dei lactobacilli, batteri preziosi che svolgono la funzione protettrice del colon. Per evitare che questa disbiosi degeneri, rischiando l’aumento dei patogeni, occorre introdurre probiotici e, nello specifico, lactobacilli, ben formulati sia in composizione sinergica, sia di alta tecnologia, sia per la ceppo specificità.

LA MEDICINA COMPETIIVA

Si parla nello specifico di Medicina Competitiva: la prescrizione dei probiotici non deve essere casuale, ma corrispondere ad una terapia innovativa di microrganismi che agiscano per competenza, per le patologie del caso. Oggi, ogni batterio ha la propria carta d’identità, una sorta di documento che attesta le caratteristiche e i benefici che può apportare all’ospite, tenendo conto dell’età e del disturbo da trattare. A ciascuno il suo, dunque. Compatibilmente con il tipo di diagnosi, dunque, è preferibile optare per una terapia di probiotici a sfavore di quella di farmaci che rischiano di alterare l’equilibrio. La chiave di volta è stata scoperta in epoca Covid. Con evidenti risvolti immunologici, la funzione dei probiotici è stata rafforzata dall’aggiunta, in formulazione, di zinco, di vitamine D e B, ma anche di resveratrolo ad azione antiossidante e vaso protettrice, ampliando, in questo modo, la linea di prodotti. Con l’utilizzo dei probiotici si è sviluppata una filosofia: la Medicina Competitiva utilizza i probiotici per mettere l’organismo in equilibrio al fine di avere una risposta biologica corretta e per migliorare la performance in termini di prevenzione nei confronti delle patologie.

 

Il dott. Giorgio Serino, immunologo e allergologo presso Sandonato Medica, procede attraverso indagini per valutare ed analizzare le problematiche legate al malfunzionamento o alla non efficienza del sistema immunitario. Per prenotazioni è possibile compilare l’apposito form.

 

Con l’avanzare dell’età la capacità di risposta del nostro sistema immunitario diminuisce, mettendoci a rischio di malattie e di infezioni.

Lo abbiamo visto anche rispetto alla recente pandemia che abbiamo subito: le persone anziane sono risultate più vulnerabili all’infezione del nuovo coronavirus. Con l’avanzare degli anni infatti il sistema immunitario, normalmente deputato alla difesa del nostro organismo, accumula alterazioni legate al fenomeno dell’immunosenescenza, cioè all’invecchiamento delle cellule del sistema immunitario che rendono più blanda la capacità di rispondere agli attacchi di agenti patogeni, come i virus.

 

COSA EVITARE PER NON METTERE A DURA PROVA LE DIFESE IMMUNITARIE DEGLI ANZIANI.

Il sistema immunitario degli anziani viene messo a dura prova da virus e da germi, ma anche da abitudini malsane. È la scienza a darci indicazioni per poter godere di difese immunitarie efficaci ed efficienti: l’epigenetica ha un ruolo determinante, quindi attenzione al modo in cui si trascorre il tempo libero, ai livelli di stress, quanto spesso ci si idrata, cosa e quanto si mangia e persino quanta attività fisica si compie. Anche non dormire a sufficienza può fare aumentare le probabilità di contrarre virus e germi, allungano anche i tempi di guarigione. Il nostro corpo, infatti, rilascia le citochine, cioè le proteine che aiutano il sistema immunitario, proprio durante il sonno. Anche periodi prolungati di stress intenso possono influenzare il sistema immunitario. È il cortisolo, l’ormone dello stress, a compromettere la funzione delle cellule deputate a combattere le infezioni. E pensare che basta avere pensieri ansiosi per indebolire la nostra risposta immunitaria.

Secondo il National Institute of Mental Health americano passare tempo in compagnia di persone amiche, stabilire le priorità (nella vita e nel lavoro), esercitarsi regolarmente e praticare tecniche di rilassamento come lo yoga e il tai chi può aiutare ad alleviare lo stress, in modo che non interferisca col nostro sistema immunitario.

 NO ALLA SOLITUDINE

Consigli preziosi, soprattutto dopo il periodo più critico del Covid che ha portato molte persone, soprattutto anziane, a vivere isolati. Infatti, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Neuroimmunology anche soffrire di solitudine potrebbe danneggiare il sistema immunitario. L’aumento dei disturbi dell’umore, associati a questa condizione ha come effetto una maggiore soppressione del sistema immunitario e maggiori danni causati dai radicali liberi.

VITAMINA D E PIU’ VERDURA: STOP ALL’IMMUNOSENESCENZA

È stata studiata e adottata come terapia per molti pazienti Covid: la vitamina D oltre a servire per avere ossa forti e cellule del sangue sane, aiuta anche a rafforzare il sistema immunitario.

Anche negli adulti, così come nei bambini frutta e verdura possono aiutare il corpo a produrre più globuli bianchi necessari per combattere le infezioni. Proprio la verdura settembrina rappresenta un valido alleato per il benessere degli over 60, specialmente a livello di sistema immunitario. Gli ortaggi di settembre, in particolar modo, sono perfetti contro i malanni stagionali poiché stimolano la produzione di sostanze utili all’organismo per contrastare le infezioni virali.

Con l’avanzare dell’età il sistema immunitario diminuisce la sua capacità di affrontare virus e batteri, aumentando negli anziani il rischio di incorrere in malattie e di infezioni.

Grandi benefici e supporto derivano da un corretto stile di vita. I must? Svolgere attività fisica, dormire a sufficienza, mantenere ridotto il livello di stress, avere una dieta bilanciata e ricca di vitamine.

Benvenuto autunno, una stagione durante la quale si deve preparare l’organismo ad affrontare il “sali e scendi” del termometro che innalza la percentuale di rischio di essere colpiti da influenza e da raffreddore. In attesa anche delle basse temperature dell’inverno, mai come in questo periodo, la prevenzione deve essere il must per arginare le malattie di stagione. Attenzione particolare va data specialmente ai bambini, che con gli anziani rappresentano la cosiddetta categoria a rischio, essendo dotati di un sistema immunitario in fase di sviluppo. Per rendere i piccoli fino a 10 anni meno vulnerabili all’attacco di virus e batteri che popolano in locali chiusi e affollati come asili e scuole, occorre intervenire grazie a una dieta bilanciata, che possa supportare il loro benessere.

IL RUOLO DELL’ALIMENTAZIONE CONTRO L’OSSIDAZIONE

L’alimentazione gioca un ruolo determinante in questa fase. Come afferma la dottoressa Roberta Zelaschi Medico Chirurgo, Specialista in Scienza dell’Alimentazione: “Sono numerosi gli studi scientifici che hanno individuato come alcuni fattori dietetici siano in grado di influenzare la risposta immunitaria dell’organismo nei confronti degli agenti esterni. Già durante la vita fetale e nei primi mesi di vita del bambino, la nutrizione svolge un ruolo essenziale per il corretto sviluppo del sistema immunitario. La malnutrizione da ridotto apporto calorico-proteico soprattutto nelle prime fasi di vita influisce negativamente su tutti i componenti del sistema immunitario”.

Nella dieta dei bambini che dovrebbe essere sana e varia, i genitori dovrebbero inserire alimenti ricchi di antiossidanti. Infatti,”Le cellule immunitarie possono venire danneggiate dall’esposizione all’ossigeno. L’ossidazione produce sostanze nocive che prendono il nome di radicali liberi. L’equilibrio tra sostanze antiossidanti e pro-ossidanti (composti responsabili del danno ossidativo) nella dieta è importante per garantire un corretto funzionamento delle cellule immunitarie. A dirlo sono diversi studi che hanno rilevato come diete ricche in sostanze nutritive dotate di proprietà antiossidanti siano correlate a una ridotta incidenza di molte malattie, tra cui il cancro.

Non a caso, una buona dose di antiossidanti è consigliata per tutto l’anno e risulta ancor più utile soprattutto per prevenire le malattie tipiche della stagione fredda che potrebbero sopraggiungere.

DIETA VARIA E EQUILIBRATA

Anche se i piccoli storcono spesso il naso, gli chef di casa devono puntare su verdura e frutta, su cereali integrali e proteine vegetali, ma anche su prodotti ittici e olio di oliva extra vergine, ricco di Omega 3.

Per potenziare le difese dell’organismo, l’esercito dei nostri soldati buoni, è importante scegliere cibi ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, fragole, broccoli, cavolfiori, peperoni, ma anche di Vitamina E, fondamentale per neutralizzare i radicali liberi. Anche la vitamina D, fornita da salmone, tonno, sardine, ma anche da burro, formaggi e latticini, ha un ruolo determinante. “Anche le Vitamine del gruppo B vantano un’essenziale ruolo immuno-protettivo: la vitamina B1 contenuta nella carne, nei cereali, nelle noci e nei legumi è utile soprattutto nei casi di stress e stanchezza, la vitamina B12 presente soprattutto nel latte, nelle uova, nei cereali e nelle verdure a foglia larga è anch’essa indicata in condizioni di stress e affaticamento, così come la vitamina B6, contenuta nel latte, carne, cereali e frutta. È coinvolta nella sintesi delle citochine, importanti per il corretto funzionamento del sistema immunitario. La Vitamina B12 è presente nella carne, nel tuorlo d’uovo, nel pesce e nei formaggi, ma non si trova negli alimenti di origine vegetale e stati di carenza possono causare una riduzione del numero di linfociti”.  Non dimentichiamoci degli oligoelementi, importanti per mantenere l’efficienza del sistema di difesa. Minerali preziosissimi nella produzione di cellule del sistema immunitario, Ferro e Zinco sono due minerali fondamentali per il corpo, in quanto stimolano la produzione anticorpale; spinaci, cacao, sesamo, lenticchie, fagioli, barbabietole, noci e anacardi  rappresentano delle buone fonti di ferro; quantità apprezzabili di zinco, per esempio, si trovano nella frutta secca oleosa (in particolare, in anacardi, arachidi, pistacchi e mandorle) e in alcuni legumi come i ceci e i fagioli. Lo zinco è un potente antiossidante con azioni antivirali. “Anche il Selenio ha un’importante funzione antiossidante e contribuisce ad aumentare le difese immunitarie, migliorando la produzione di anticorpi. La sua azione risulta potenziata in associazione alla vitamina E. Pistacchi e noci del Brasile sono alimenti ricchi in selenio. Il selenio può anche essere assunto attraverso ortaggi arricchiti, come le patate o le carote al selenio”.  La maggior parte delle vitamine e i minerali vengono assunte principalmente attraverso frutta e verdura “fresche”: più sono conservate, più sono povere di nutrienti. Ecco perché si può fare uso di integratori preferendo vitamine e minerali “naturali” e non di sintesi.

L’INTESTINO IN PRIMA LINEA PER LE DIFESE IMMUNITARIE

La salute dell’intestino corrisponde al funzionamento corretto del sistema immunitario e all’equilibrio di tutto l’organismo, visto che proprio in quest’organo è presente la maggior quantità di cellule del sistema immunitario.

Ecco perché anche cibi probiotici, come yogurt e formaggi devono entrare di diritto nella dieta dei nostri bambini, ma anche degli adulti per riequilibrare il microbiota intestinale.” Si consiglia anche il consumo di probiotici e prebiotici che, mantenendo un corretto equilibrio della flora batterica intestinale, migliorano le funzionalità dell’organismo e potenziano le difese immunitarie”. I bimbi sono golosi amano il dolce, ma per evitare che ingeriscano cibi troppo ricchi di zuccheri, ma anche di additivi e poveri dal punto di vista nutrizionale, meglio optare per cibi sani cucinati in casa con ingredienti di qualità e il meno processati possibile, perché l’eccesso di zuccheri altera la flora intestinale. Anche la natura ci viene in aiuto e, nel cambio di stagione, sarebbe l’ideale aiutarsi con sostanze naturali dalle proprietà antinfiammatorie e anche decongestionanti.

“Le proteine difendono il nostro corpo dalle infezioni (immunoglobuline). In particolare alcuni aminoacidi come la glutamina e l’arginina rappresentano un substrato energetico essenziale per le cellule intestinali e stimolano l’attività dell’apparato linfoide intestinale. L’arginina si trova principalmente nella carne, mentre la glutamina si trova soprattutto nel latte e nei formaggi. Anche le spezie e le erbe aromatiche con cui insaporiamo i cibi possono riservare molti benefici: aglio e cipolla utilizzati nella preparazione dei piatti, oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali, hanno proprietà antisettiche. Alcune spezie, come curry, paprika e peperoncino, sono fonti di acido acetilsalicilico, ad azione antinfiammatoria. Rosmarino e basilico rappresentano invece una buona fonte ferro e di vitamine C e A. Utili per rafforzare le difese immunitarie sono anche zafferano e curcuma grazie al contenuto di vitamina A e curcumina, sostanza con proprietà antinfiammatorie.

LO STILE DI VITA CORRETTO

“È fondamentale anche l’apporto di liquidi. Oltre all’acqua come principale fonte di idratazione, si possono assumere bevande calde, come infusi e tisane ricche di vitamine e flavonoidi”. Il corretto stile di vita, come sempre gioca un ruolo determinante: quindi, via libera all’attività fisica e a tanto movimento, sia per gli adulti, sia per i bambini. Anche il sonno è molto importante per il sistema immunitario dei piccoli: quando si dorme, il corpo elimina le tossine e rigenera le cellule. Ecco perché, per favorire un buon riposo, bisogna evitare che i bambini stiano davanti al cellulare o al PC fino a tarda notte, perché un sonno disturbato non è un sonno ristoratore.

Per informazioni e prenotare una visita specialistica dietologica con la specialista, è possibile compilare l’apposito form.

L’anno di pandemia non ha aiutato la salute di tutti noi e pertanto nemmeno quella dei nostri capelli!

Le preoccupazioni, ma anche gli effetti del virus di coloro che sono stati contagiati hanno contribuito a rendere ancora più fragili i nostri capelli, già soggetti, fisiologicamente, ad un indebolimento.

“Quando si vivono situazioni o periodi particolarmente stressanti anche di breve durata – spiega la tricologa Daniela Mantovani – come, ad esempio, malattie febbrili che comportano l’assunzione di farmaci come antidepressivi, beta bloccanti, eparine, antivirali e anche contraccettivi orali, si può manifestare il cosidetto Telogen Effluvium acuto. Così come quando si soffre di malattie sistemiche come diabete mellito o problemi tiroidei o si consumano alcol e fumo in eccesso. Le tensioni emozionali, così come le diete sbilanciate, ma anche l’allattamento, provocano un acuirsi del fisiologico fenomeno caratterizzato dalla perdita di capelli generalizzata e superiore alla norma che, però, dà seguito ad una ricrescita spontanea. A volte si assiste alla cronicizzazione di questo processo con la manifestazione di una modesta caduta dei capelli, ma persistente senza variazioni stagionali.

 

STUDI IN MERITO ALLE CONSEGUENZE COVID SULLA SALUTE DEI CAPELLI

Secondo le osservazioni del dott. Esther Freeman, incaricato di effettuare registrazioni europee dermatologiche conseguenti a COVID-19, 1000 persone affette Covid di 38 paesi diversi, hanno lamentato perdita capelli eccessiva dopo la guarigione ed almeno 3 mesi dopo essere stati ammalati, ma particolarmente stressati. Infatti, anche in Italia, si sono verificate forti cadute di capelli nel mese di luglio, su persone che erano state infettate tra aprile e maggio. Attualmente, la caduta post Covid rientra nel Telogen Effluvium Acuto e porta la perdita da 100 a 200 capelli al giorno, corrispondente alla tipica caduta reattiva che si presenta dopo un evento traumatico. Ma cosa ha determinato questo fenomeno? Di certo, l’ipo-ossigenazione ha contribuito a stimolare la caduta, ma anche l’eventuale dimaqrimento, come spesso accade, così come l’utilizzo di farmaci e l’inevitabile stress.

 

Per prenotare una consulenza tricologica è possibile mandare una mail a info@sandonatomedica.it o telefonare al numero 02/55.60.21.61.

Al di là dell’aspetto estetico che, soprattutto noi donne, cerchiamo di curare attraverso la messa in opera, o messa in piega di capigliature più o meno ricercate, scegliendo di tenerli lunghi oppure corti, oppure scegliendo un colore, invece che un altro per poter valorizzare i tratti del nostro viso e il suo incarnato, non c’è dubbio che i capelli rispecchino anche il nostro stato di salute.

Quando, infatti, iniziano a diradarsi e ad indebolirsi, vale la pena affrontare il problema cercando di risolverlo per non compromettere, non solo la bellezza e il fascino che ci contraddistinguono, ma anche la nostra carica emotiva e una certa autostima.

LA VITA DEL CAPELLO

“Quando siamo giovani – spiega la Tricologa Daniela Mantovani, consulente di Sandonato Medica – la fase Anagen del capello, quella più lunga e importante del ciclo follicolare e che coincide con la formazione e lo sviluppo del capello, se nelle donne ha una durata di 3-6 anni, nell’uomo dura in media 2-4 anni.

Con il trascorrere degli anni, però, questo periodo si riduce e con esso anche la lunghezza massima raggiungibile dei capelli. Dopo questa fase si verifica la progressiva sospensione delle funzioni vitali del capello; siamo nella fase Catagen che dura mediamente 1-3 settimane ed è seguita dalla fase Telogen, il periodo terminale del ciclo di vita del capello.

In sostanza, finita la crescita, il follicolo entra in riposo e interrompe la sua attività produttiva per circa 2-4 mesi. Attenzione, perché il capello in Telogen non è destinato a cadere immediatamente: questo perché rimane fisicamente ancorato all’interno del follicolo, almeno fino a quando non viene sostituito dal “nuovo” capello in fase Anagen”.

In altre parole, la perdita del capello “vecchio” – ormai non più vitale – si verifica quando il follicolo riprende la sua attività e inizia a produrre un nuovo fusto, che spinge fuori quello vecchio.

 

QUANDO I CAPELLI ENTRANO IN CRISI

Questo processo naturale può essere compromesso. Di certo, la genetica vuole la sua parte, ma anche una dieta scorretta, la gravidanza per le donne, come la menopausa. Senza dimenticare che anche il fumo, così come lo stress, ma anche prodotti di pulizia aggressivi. Sono molteplici, dunque, i fattori che, combinandosi in maniera diversa, in modo soggettivo, generano problematiche ai capelli.

 

SOLUZIONI E CONSIGLI

In questo caso, lo specialista, solo dopo un’analisi profonda del capello e del disagio, sarà in grado di identificare una strategia opportuna per risolvere il problema, attraverso soluzioni a portata di mano.  Esistono soluzioni per riattivare, a livello cellulare, il normale ciclo di vita dei capelli e anche della cute? Come spiega la tricologa Mantovani, “Lo stress è nemico anche della salute dei capelli, quindi sarebbe opportuno adottare delle tecniche di rilassamento ed evitare il più possibile le tensioni. Anche per mantenere la chioma in salute, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale: puntiamo su cibi sani e ricchi di proteine e di vitamine B e PP”. Qualche utile accorgimento? “Quando laviamo i capelli evitiamo di utilizzare acqua troppo calda e facciamo attenzione quando maneggiamo i capelli: usiamo delicatezza e evitiamo di legarli spesso e di spazzolarli in modo aggressivo.

Per prenotare un consulto tricologico è possibile mandare una mail a info@sandonatomedica.it o telefonare al numero 02/55602161.

La voglia di vacanza si fa sentire ogni giorno di più e, probabilmente, dopo le eccessive restrizioni alle quali abbiamo dovuto sottoporci, il desiderio di “ricominciare in bellezza” è diventato un obiettivo molto comune e non solo tra le donne. Per preparare anche la pelle del viso, del collo e del décolleté alle tanto ambite ferie, è importante optare per trattamenti soft per correggere qualche inestetismo “last minute”, in previsione di una maggior socialità e anche dell’esposizione al sole; ma anche per il piacere di vedersi e di sentirsi meglio.

Alle porte dell’estate, quando la pelle è sottoposta ai raggi UV e rischia di soffrire del cosiddetto photoaging, conviene sottoporsi alla Biorivitalizzazione.

 

LA BIORIVITALIZZAZIONE

Il Dott. Andrea Di Leo, presso Sandonato Medica interviene con questo trattamento adatto a curare la pelle già stressata per l’utilizzo della mascherina e, soprattutto, per contrastare e prevenire il processo di invecchiamento cutaneo.

Il trattamento, spiega il dott. Di Leo “Avviene attraverso una stimolazione dell’attività metabolica dei fibroblasti, ovvero delle cellule deputate alla produzione di collagene e di quelle componenti che costituiscono la matrice cellulare. Inoltre, la Biorivitalizzazione aumenta l’idratazione cutanea, offrendo alla pelle tono e turgore. Si tratta di una metodica importante, dunque, per contrastare l’invecchiamento della pelle garantendo anche un’azione protettiva nei confronti di quei radicali liberi che si formano continuamente, specie durante l’esposizione solare, ma non solo. Infatti, consiglio il trattamento per non perdere la tonicità e la consistenza della pelle e per aiutarla a resistere anche agli altri agenti atmosferici, come il freddo e il vento”. La procedura prevede 2-3 sedute, una a settimana, di microiniezioni di un mix di vitamine, aminoacidi e acido ialuronico. Il dott. Di Leo esegue il trattamento di Biorivitalizzazione utilizzando il prodotto di alto livello “Redensity” di Teoxane.

IL PEELING PER OTTIMIZZARE IL RISULTATO

“Per ottimizzare il risultato, consiglio anche un peeling chimico: attraverso l’applicazione di “Enerpeel jr” prodotto top di gamma, che stimola l’esfoliazione e, quindi, un’accelerazione della rigenerazione cellulare e anche della produzione di elastina e di collagene. Il risultato, è una pelle con un aspetto e un tono completamente rinnovati, a partire dal colorito.

 IL COMPLETAMENTO DELLA SEDUTA.

E per finire, il dott. Di Leo, non lascia nulla al caso e completa l’operazione di “miglioramento” cutaneo utilizzando un booster di Teoxane, un prodotto post peeling con potere antinfiammatorio per lenire e rafforzare le difese della pelle, resa più sensibile dopo il trattamento.

Per informazioni e appuntamenti mandare una mail a info@sandonatomedica.it o telefonare al 02/55.60.21.61.

POLLINI E ALLERGIE         

Sono invisibili, ma soprattutto in primavera, dai primi di marzo, si dotano del dono dell’ubiquità e, volando, invadono l’aria che respiriamo. E non solo in campagna, ma anche in città. Pollini di cipresso, di carpino, poi il nocciolo e anche la betulla. Man mano che la temperatura si scalda la crescita rapida e sempre più consistente della parietaria, delle composite (margherita, tarasacco, camomilla) e delle graminacee, non solo quelle coltivate, ma tutto ciò che è erba e prato è in massima parte costituito da graminacee in fiore quindi pollini a volontà.

MANIFESTAZIONI ALLERGICHE

E via che si parte con gli starnuti in sequenza, naso che gocciola, occhi rossi e a volte prurito, manifestazioni che accompagnano ogni età e in maniera meno romantica questi mesi di fioritura. Sono circa 20 milioni le persone che in questo periodo soffrono di allergia e di questo esercito, 1.200 mila sono bambini, solo in Italia.  Come consiglia il dott. Giorgio Serino, immunologo allergologo di Sandonato Medica: “Se i sintomi sono lievi e di breve durata sarà sufficiente assumere un antistaminico (spray nasale, collirio o compresse), evitate però i vasocostrittori nasali ed il cortisone spray”.

LE GRAMINACEE E L’AMBROSIA SUL BANCO DEGLI IMPUTATI

Si è solito accusare il pioppo, dal quale le infiorescenze, dette pappi, prendono il volo: “Vi svelo un segreto – spiega il dott. Serino -: questi pappi sono fastidiosi, ma sappiate che sono quasi sempre innocenti. Infatti, essendo di pura cellulosa, raramente danno allergia; tuttavia, invadono i nostri territori contemporaneamente agli invisibili pollini delle graminacee che, invece, creano non pochi problemi a coloro che soffrono di allergie”. Pian piano si arriva a fine giugno: un po’ di tregua fino a metà agosto e poi ecco comparire i fiorellini gialli dell’ambrosia che invaderanno la valle del Ticino e quindi le pianure del Nord-Italia. “L’ambrosia può proseguire la fioritura fino ad ottobre inoltrato. A settembre, con le prime piogge autunnali, ecco la seconda fioritura delle graminacee: più breve ma consistente. I sintomi, però, persistono, aumentano di intensità con aggiunta di tosse e respiro corto o b, quella che i nostri nonni chiamavano febbre da fieno”.

 

L’AIUTO DELL’ALLERGOLOGO

A questo punto, occorre sentite il parere del vostro medico o dell’allergologo per valutare meglio terapie specifiche di secondo livello.  Il dottor Serino è a disposizione per effettuare test cutanei, i Prick test, per le allergie stagionali da pollini, anche se tiene a precisare che ”I test cutanei per le allergie stagionali da pollini si eseguono, preferenzialmente, in autunno e inverno per capire con esattezza a quali piante si è sensibili e quando iniziare terapie preventive che possano limitare i sintomi nei mesi di fioritura”. Solo a seguito di un test cutaneo il dottor Serino, dopo aver verificato la diagnosi, definisce il percorso terapeutico più idoneo per il superamento della problematica. Ancora una volta prevenire è meglio che curare e, visto che 1 italiano su 3 soffre di problemi di allergie, forse è il caso di non perdere tempo per non compromettere la qualità della propria vita.

Non tutti sanno che il rischio di sviluppare allergie da pollini, intese come risposte immunitarie nei soggetti predisposti, aumenta in funzione della predisposizione genetica. In genere, se solo un genitore è allergico, il rischio che corre il figlio di sviluppare una reazione è pari al 25-30%, percentuale che raggiunge il 60%-80% dei casi se entrambi i genitori sono allergici.

Per prenotazioni mandare una mail a info@sandonatomedica.it o telefonare allo 02/55602161.

Non c’è dubbio che il dolore fisico, in generale, sia una condizione che possa compromettere la qualità della vita. Quando la sofferenza interessa il nostro apparato muscolo scheletrico è importante affidarsi a specialisti della fisioterapia, titolati per poter offrire dei consigli rispetto alle terapie più adatte, alle quali sottoporsi, per compiere il giusto percorso di guarigione.

Tra le soluzioni più efficaci adottate, di frequente, per ridurre la sintomatologia dolorosa vi sono la Tecar e le Onde d’Urto. Lo conferma Alessandro Borsa, massoterapista di Sandonato Medica che, oltre ad avere conseguito la laurea in Attività motoria preventiva e adattata, Diplomato MCB (Massaggiatore e Capo Bagnino degli stabilimenti idroterapici), è operatore certificato per la Tecarterapia. La sua esperienza a stretto contatto con i pazienti, in particolare con gli sportivi reduci da traumi, gli ha permesso di affinare una certa competenza, volta proprio a risolvere problematiche spesso invalidanti.

Tecarterapia e terapia ad onde d’urto: quali sono le differenze?

“La Tecar – spiega Borsa- si utilizza per trattare dolori muscolari cronici e infiammazioni, meglio ancora se abbinata a massoterapia.

Viene impiegata, ad esempio, in caso di tendiniti, cervicalgia, lombalgia, ma è adatta anche in caso di traumi, visto che l’apparecchio ha la capacità di drenare quell’ematoma che si forma. La Tecarterapia prevede due tecniche integrate nello stesso apparecchio. La tecnica resistiva, grazie alla sua capacità di penetrazione affronta i tessuti più duri; è, infatti, efficace per trattamenti per problemi alle articolazioni, tendini, ossa e legamenti. È utile anche per artrosi e ridurre dolori. Si utilizza la tecnica capacitiva per trattamenti più superficiali come per drenare i linfedemi, e sull’apparato muscolare”.

Durante una terapia si possono adottare entrambe le tecniche?

“Sì. Ad esempio, quando una paziente ha dolore all’anca si inizia con la fase Capacitiva per sfiammare la zona e poi si prosegue con la Resistiva. Una seduta di Tecar, in genere, dura 25 minuti e per ottenere risposte positive dal corpo è utile fare un ciclo di almeno dieci sedute. Anche se il fisioterapista, già dopo la quinta, è in grado di valutare l’efficacia del trattamento”.

E le Onde d’Urto quando andrebbero utilizzate?

“Le Onde d’urto Focalizzate sono adatte per il trattamento di numerose patologie muscolo-scheletriche, come epicondiliti, ma anche per eliminare calcificazioni, tra le più comuni quelle della spalla, le famose e tanto temute spine calcaneari.

Le onde d’urto rappresentano una soluzione anche nel caso di borsiti. Vengono, inoltre, utilizzate, in particolare, in caso di traumi e infortuni sportivi”. Per le onde d’urto è consigliato un ciclo di tre sedute, ognuna a cadenza settimanale.

Per avere un confronto sulla tipologia di trattamento da eseguire è possibile prenotare una consulenza fisioterapica senza impegno con i terapisti del Centro mandando una mail a info@sandonatomedica.it o telefonando al numero 02/55602161.

Lo “Sportello per l’ascolto” è stato aperto proprio per ricevere le famiglie e tutti coloro che necessitano di un confronto.

Qui, sarà Serena Catastini ad offrire la sua consulenza da educatrice-insegnante specializzata in disturbi dell’età evolutiva e del disagio alimentare. È importante individuare l’eventuale problema e trovare, in condivisione, le chiavi giuste e il percorso più idoneo per la risoluzione preventiva del malessere e del conflitto, prima che si trasformi in patologia. Prevenire è sempre meglio che curare. Serena si rivolge a genitori, ma anche agli insegnanti, ai pediatri, agli addetti ai lavori e a tutti coloro che possano contribuire, una volta intercettato il problema, alla sua soluzione. Fondamentali sono gli incontri per sensibilizzare sulle tematiche e per fare prevenzione, come utile è avere figure che, facendo rete, tra scuola, famiglia, istituzioni, possano, attraverso l’ascolto, capire quale sia la strada da seguire per cogliere in tempo un disagio sottosoglia prima che diventi disturbo conclamato.

UN SERVIZIO A 360°

Serena, inoltre, offre un supporto alla famiglia per approcciare, inizialmente attraverso consulenze e in termini educativi, le problematiche comportamentali ed emotive dei bambini e dei ragazzi. Di fronte a fragilità e a disagi che alterino l’equilibrio familiare, è bene avere la possibilità di ricevere un sostegno e un consiglio per intraprendere anche un percorso terapeutico al fianco di figure professionali specialiste. E Serena potrà darvi le giuste indicazioni.

L’obiettivo dello sportello di consulenza e di ascolto è il supporto alle famiglie, considerato il punto di partenza per affrontare insieme un disagio.

Resta attivo il numero di emergenza: 333/7331551.

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Non è mai sbagliato essere previdenti; meglio ancora se con una punta di lungimiranza. Anche in tema di epilazione, occorre essere virtuosi e pensare in prospettiva futura quando, finalmente, si potrà scoprire le gambe e il clima ci permetterà di stare con le maniche corte. E i peli, almeno per la nostra cultura, non sono un belvedere e oggi, fortunatamente, grazie al laser per l’epilazione progressiva, non rappresentano più un problema, sia per gli uomini, sia per le donne. Presso Sandonato Medica, il dott. Federico Villani, medico estetico e chirurgo plastico, utilizza il laser ad Alexandrite per offrire ai pazienti del Centro Polispecialistico un risultato efficace e duraturo.

 

IL LASER AD ALEXANDRITE

Cos’è il laser ad Alexandrite? Il laser ad Alexandrite è una tecnologia nuova che offre risultati immediati, senza dolore, non solo per i peli scuri.
Si possono trattare gambe, braccia, inguine, ma anche dorso, ascelle e viso: a seconda dell’estensione della zona da depilare, le sedute possono avere durata differente, partendo da un minimo di 10 minuti, ad esempio per l’ascella, fino ad un massimo di 40 minuti per zone come il dorso di un uomo.
È importante chiarire che il laser consente di modulare l’intensità della radiazione, proprio in funzione della sensibilità dell’area trattata e del tipo di pelo da colpire. Ecco perché il medesimo macchinario è adatto a epilare zone delicate come il viso, le ascelle, ma anche il dorso di un uomo. La durata del trattamento (numero di sedute) è variabile e soggettiva, ma in media 2-3 volte inferiore ai laser non medicali.

 

NON SOLO UN PROBLEMA ESTETICO: LA GIUSTA SOLUZIONE

Il problema dei peli superflui non è esclusivamente estetico: pensate ai peli incarniti che creano disagio, ma anche dolore e fastidi sia a uomini sia a donne.
Un fenomeno incentivato da sistemi di epilazione impropri e frettolosi che provocano una crescita del pelo anomala: il pelo “rientra” nella pelle, incastrandosi nella zona sottocutanea e provocando prurito, bruciore, infiammazione e follicolite pilifera. Ecco perché l’epilazione laser è una valida soluzione: il fascio di onde dell’epilatore va a colpire il follicolo pilifero danneggiando anche gli annessi, che si atrofizzano.
In questo modo l’epilazione laser tende a diminuire il numero e lo spessore dei peli, producendo risultati duraturi nel tempo, ed è curativa per infiammazioni ricorrenti dovute a peli incarniti e loro annessi.
I peli scuri sono i bersagli preferiti dal laser visto che, le onde emesse dal laser vanno a colpire le zone ricche di melanina, ma il laser ad Alexandrite neutralizza, con qualche seduta in più, anche i peli più chiari.

 

CONSIGLI PER L’EPILAZIONE LASER
È fondamentale sottoporsi all’epilazione permanente con anticipo rispetto all’estate: è infatti è importante fare trascorrere almeno un mese prima di esporre alla luce del sole le zone trattate per evitare la comparsa di macchie cutanee. In genere, tra una seduta e l’altra, è previsto un intervallo di 4-6 settimane. Dopo ogni seduta, vale la pena utilizzare una buona crema idratante.
In generale, ci sono pochissimi rischi e controindicazioni per questo genere di trattamento. Lo specialista sarà a disposizione per offrirvi indicazioni. In generale, è bene evitare di assumere medicinali fotosensibilizzanti.
Poiché l’epilazione laser ha come bersaglio il pelo stesso, per essere pienamente efficace, è bene, all’inizio e tra una seduta e l’altra, evitare l’utilizzo di tecniche di strappamento come ad esempio la ceretta, il sikepil o la pinzetta.

 

I RISULTATI
L’epilazione laser elimina circa il 90% del pelo terminale presente nelle zone trattate, la soluzione ideale per eliminare peli incarniti.
Il resto dei follicoli piliferi tende a produrre peluria più chiara e sottile. Per questo, si parla di epilazione progressiva. Per godere di un effetto duraturo è consigliabile ripetere una o due volte l’anno delle sedute di mantenimento in modo tale da aggredire quei follicoli rimasti, eventualmente, in attività.

 

Per prenotare una consulenza senza impegno per una valutazione iniziale con il medico chiurgo che esegue il trattamento, è possibile chiamare il numero 02/55602161 o inviare una mail a info@sandonatomedica.it